Al via la nuova rubrica di poesia e narrativa de l’altroparlante

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«La letteratura è la prova che la vita non basta»
(José Saramago, Quaderni di Lanzarote)

Raccontare storie attraverso la poesia, il racconto breve, la narrazione è un atto essenziale. È il modo in cui gli esseri umani danno forma all’esperienza, costruiscono memoria, riconoscono sé stessi e gli altri. La letteratura non è un ornamento del vivere, ma ne è una parte necessaria.

Fin dalle sue origini, il giornale è stato anche un “luogo” di letteratura. Accanto alle notizie, le pagine dei quotidiani hanno ospitato racconti, romanzi a puntate, poesie, contribuendo a formare un immaginario condiviso. Per oltre due secoli, il giornale è stato il primo spazio pubblico della letteratura contemporanea, non la sua anticamera.

Sulle pagine dei giornali sono nati testi destinati a diventare classici: I tre moschettieri di Alexandre Dumas, pubblicato a puntate su Le Siècle; Oliver Twist di Charles Dickens, apparso inizialmente su un periodico londinese; Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, uscito prima su una rivista letteraria. La letteratura, spesso, ha incontrato per la prima volta i lettori proprio lì: nel tempo quotidiano dell’informazione.

La rubrica

A partire da gennaio, l’altroparlante apre una nuova rubrica permanente dedicata alla poesia e alla narrativa, con l’intento di proseguire e rinnovare questa tradizione. Uno spazio di ascolto, ricerca e confronto, pensato come luogo editoriale vero, non marginale, in cui la scrittura letteraria possa tornare a dialogare con l’attualità, con le vite, con la comunità dei lettori.

La rubrica è aperta: uno spazio offerto gratuitamente a chiunque desideri condividere i propri scritti con la comunità del giornale, attraverso il nostro sito e i canali di diffusione social (Facebook, Instagram, X, WhatsApp e Telegram).

Il progetto sarà curato dalla redazione de l’altroparlante e si avvarrà del contributo di Antonio Blunda, avvocato, scrittore e poeta, Accademico di Sicilia, vincitore di numerosi premi letterari, con opere pubblicate e tradotte in Italia e all’estero. La rubrica sarà inaugurata proprio con una selezione di sue poesie.

Cosa cerchiamo

Saranno presi in considerazione poesie e racconti brevi.

Non sono previsti temi obbligatori. Si privilegiano testi che mostrino cura della lingua, consapevolezza formale e uno sguardo autentico sui fatti della vita, capace di interrogare il presente senza cedere all’urgenza dell’effimero.

Modalità di invio

I contributi possono essere inviati in formato Word all’indirizzo e-mail info@laltroparlante.it, indicando come oggetto: poesia e narrativa. Inserire nella mail anche nome e cognome dell’autore/autrice, una breve nota biografica e il titolo dell’opera.

Con l’invio del materiale, l’autore/autrice dichiara di essere titolare esclusivo dei diritti dell’opera, che la stessa è originale e non viola diritti di terzi.

L’invio dei contributi comporta l’autorizzazione gratuita, non esclusiva e senza limiti territoriali alla pubblicazione dell’opera da parte della società editrice de l’altroparlante, Comunicazione Consapevole S.r.l. SB, sul sito del giornale e sui relativi canali di diffusione e promozione (social network, newsletter, piattaforme di messaggistica).

L’autorizzazione si intende concessa a tempo indeterminato, nel rispetto dei diritti morali dell’autore/autrice, che sarà sempre citato/a come tale.

Il giornale si riserva il diritto di pubblicare o non pubblicare i materiali ricevuti e di apportare, ove necessario, interventi editoriali non sostanziali (titoli, impaginazione, adattamenti grafici), nel rispetto dell’integrità dell’opera.

L’invio del materiale non comporta alcun compenso economico e non dà luogo ad alcun rapporto di collaborazione professionale.

La rubrica nasce con un’idea semplice e ambiziosa insieme: restituire alla scrittura letteraria uno spazio pubblico, condiviso, vivo, dentro il tempo del giornale.

A chi scrive da tempo e a chi scrive in silenzio, a chi ha già pubblicato e a chi non lo ha mai fatto, l’altroparlante offre un luogo per (ri)trovarsi e condividere.

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