Borse di studio ERSU, solo il 45% degli idonei coperti

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La pubblicazione delle prime graduatorie ERSU per l’anno accademico in corso ha riportato al centro del dibattito pubblico una questione che in Sicilia si ripresenta puntualmente: quella delle borse di studio insufficienti a coprire tutti gli studenti idonei. I dati diffusi a dicembre parlano chiaro. Infatti, solo il 45% degli aventi diritto risulta oggi assegnatario del contributo economico, lasciando migliaia di studenti in una condizione di incertezza che incide direttamente sul diritto allo studio e sulla possibilità concreta di sostenere i costi della vita universitaria.

A spiegare le ragioni di questa situazione è Calogero Sabella, presidente dell’associazione Intesa Universitaria, che sottolinea come il dato sia frutto di una combinazione di fattori. «Quest’anno la soglia ISEE per accedere alla borsa è stata innalzata da 22.500 a 22.750 euro. Questo ha comportato un aumento significativo delle richieste. A questo si aggiunge una carenza di fondi. Oggi arriviamo a una copertura del 45%, anche per via di tagli e della mancata disponibilità di alcune risorse straordinarie». Sabella evidenzia inoltre come, rispetto agli anni precedenti, il sistema stia mostrando segnali di sofferenza strutturale, non più legati a singole contingenze.

Un quadro ancora più dettagliato arriva da Giovanni Milisenda, membro del Consiglio di amministrazione dell’ERSU Palermo e rappresentante di Intesa Universitaria. «Le graduatorie pubblicate a dicembre certificano una copertura inferiore alla metà degli idonei. Siamo passati da circa 15.000 a 17.000 studenti idonei, mentre gli importi delle borse sono aumentati negli anni. Il problema è che le risorse non sono cresciute allo stesso ritmo. Solo per Palermo mancano oltre 20 milioni di euro». E’ bene ricordare che entro il 30 aprile è previsto un ulteriore scorrimento, con le cosiddette graduatorie “assestate”, ma: «Senza un intervento straordinario, il rischio è che l’attesa si prolunghi ancora» conclude Milisenda.

Proprio per questo, Intesa Universitaria ha annunciato una mobilitazione pubblica. Per il 15 dicembre l’associazione universitaria ha organizzato un sit-in davanti a Palazzo dei Normanni, per chiedere alla Regione risposte concrete e tempestive.

Dal fronte istituzionale, l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano prova a rassicurare. «Negli ultimi tre anni – dichiara – la Regione Siciliana ha garantito la copertura del 100% delle borse di studio e lo stesso farà anche per l’anno accademico in corso». Turano spiega che agli inizi del 2026 il Dipartimento regionale richiederà ai quattro ERSU siciliani i dati relativi agli studenti idonei non assegnatari e che «entro il mese di aprile 2026 procederemo alla ripartizione e all’erogazione delle risorse necessarie, così da assicurare la completa copertura». L’assessore aggiunge inoltre che «le risorse sono già state individuate attraverso la riprogrammazione del FSE+ 2025/2026» e che «alla Sicilia sono stati assegnati ulteriori 13,5 milioni di euro di fondi PNRR destinati proprio alle borse di studio».

Resta però il nodo del tempo. Tra graduatorie parziali, scorrimenti successivi e interventi rinviati, migliaia di studenti continuano a vivere il presente senza certezze. E se il diritto allo studio è un principio sancito, la sua tutela non può dipendere da attese prolungate. Deve tradursi in risposte immediate e strutturali, all’altezza delle esigenze reali della comunità studentesca siciliana.

Samuele Arnone

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