È dedicato al “volto femminile dell’Antimafia” il calendario 2026 della Dia. L’evento, presentato dai vertici siciliani dell’organismo interforze per il contrasto alla criminalità organizzata, si è tenuto presso Villa Ahrens, sede del Centro Operativo di Palermo.
L’edizione 2026 è interamente dedicata alle donne della legalità. Si tratta di figure che, spesso lontano dai riflettori ma con determinazione incrollabile, hanno spezzato legami con il passato, sfidato la cultura mafiosa e scelto consapevolmente di stare dalla parte giusta. Dalle donne della DIA alle mamme, figlie e sorelle di vittime, dalle magistrate alle giornaliste, dalle politiche alle imprenditrici fino alle artiste e alle organismo interforze per combattere la criminalità organizzata. Questa edizione vuole essere non soltanto un racconto iconografico, ma un percorso di memoria civile, un tributo a un coraggio che ha cambiato e continua a cambiare il nostro Paese. Il calendario conferma la sua natura di strumento istituzionale prezioso, non solo per il significato simbolico che porta con sé, ma per il valore identitario che rappresenta per tutto il personale della DIA. E in questa edizione, più che mai, le donne emergono come protagoniste assolute, capaci di intrecciare – nelle istituzioni, nella società civile, nell’arte, nella politica e nella vita quotidiana – la trama viva della speranza e della legalità.
«Non avendo un uniforme nella quale riconoscerci – ha dichiarato il Col. Onofrio Panebianco, Capo Centro della Dia di Palermo, – il calendario rappresenta un punto di coesione. Sono tanti i riferimenti alla Sicilia. A Febbraio troviamo un primo esempio di impegno nel distaccare il legame con la mafia, parliamo di Rita Atria che si suicidò dopo la morte del giudice Borsellino a cui aveva affidato la sua fiducia civile. Poi passiamo a Elena Ferraro, donna imprenditrice del settore sanitario che ha denunciato la Cosca che richiedeva il pizzo. Ma ci sono altre donne come Felicia Impastato, moglie di mafioso e mamma di Peppino ucciso nel 1978 che ha detto no alla criminalità organizzata, trasformandosi lei stessa in attivista civile. Queste alcune delle protagoniste insieme alla grande fotografa Letizia Battaglia o alla poliziotta Emanuela Loi. Il calendario chiude l’anno con Libera NextGen Palermo, una staffetta di legalità delle generazioni che non hanno vissuto il periodo delle Stragi ma che hanno scelto di partecipare al riscatto della città». «Ebbene sì l’antimafia non siamo solo noi, Forze dell’ordine, – conclude il Capo Centro Dia di Palermo, Panebianco, – ma anche i giovani delle scuole che spesso incontriamo”. L’odierna presentazione segue quella tenutasi a Roma il 5 dicembre 2025, presso Palazzo San Macuto, alla presenza del Direttore della DIA, Gen. C.A. della Guardia di Finanza, Michele Carbone, evento strutturato in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Francesca Fagnani, con l’intervento dell’On. Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, della Dott.ssa Lia Sava, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, prima donna a ricoprire tale incarico, della Dott.ssa Lorena Di Galante, Vice Direttore Operativo della DIA, nonché della Dott.ssa Elena Ferraro, imprenditrice del trapanese nota per essersi opposta a richieste estorsive dei Messina Denaro, finita per questo motivo sotto scorta. I lavori sono stati conclusi da un intervento del Dott. Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
Fabio Gigante