Salute mentale, sit-in a Palermo: cresce l’allarme sui servizi in Sicilia

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Un sit-in per denunciare le criticità della salute mentale in Sicilia. È l’iniziativa organizzata dal Coordinamento Regionale Salute Mentale che si sta svolgendo oggi 4 dicembre davanti all’Assessorato regionale alla Salute, a Palermo. La mobilitazione si svolgerà dalle 10.30 alle 13.00 e ha riunito sindacati, associazioni e realtà del Terzo Settore.

Il Coordinamento spiega che la protesta nasce «in risposta all’immobilismo dell’Amministrazione regionale», accusata di non avere dato seguito alle richieste avanzate nei mesi scorsi. A maggio, infatti, si era svolto un incontro tra le parti per esporre le principali criticità del settore. Da allora, però, non sono arrivate nuove convocazioni.

A far crescere la tensione è stato anche un caso recente: la morte di un paziente durante un trasferimento per il TSO a oltre 200 chilometri di distanza. Una tragedia che, secondo i promotori del sit-in, sarebbe stata evitabile con una disponibilità adeguata di posti letto all’interno dei Dipartimenti di Salute Mentale.

Il Coordinamento segnala inoltre la presenza di 40 milioni di euro non spesi dal 2019, relativi al budget dedicato proprio alla salute mentale. Risorse considerate fondamentali per l’assistenza ai pazienti più gravi.

A essere sottolineata è anche la carenza di personale. Nei servizi territoriali mancano specialisti e infermieri, mentre figure come psicologi, assistenti sociali, educatori, sociologi e terapisti risultano “residuali”. Una situazione che riguarda sia l’area adulti sia la Neuropsichiatria infantile, dove permane la cronica mancanza di posti letto.

Un altro punto critico è il sistema delle Comunità Terapeutiche Assistite, descritto come “drammatico”. Il Coordinamento denuncia inoltre la disparità tra personale delle CTA pubbliche e di quelle accreditate, una differenza definita “uno scandalo” dalle organizzazioni partecipanti. Nessuna informazione è arrivata, inoltre, sulla prevista apertura della quarta REMS in Sicilia, dedicata ai pazienti sottoposti a misure di sicurezza.

Restano aperti anche i nodi relativi alle Comunità alloggio. Si tratta di strutture che ospitano oltre 3.000 persone e che, secondo gli organizzatori, necessitano di una revisione. Anche i Centri Diurni continuano a essere considerati insufficienti rispetto ai bisogni dell’utenza.

Il Coordinamento è composto da CGIL FP Sicilia, CGIL Medici Sicilia, UIL FP Sicilia, UIL Medici Sicilia, ETS “Si può Fare per il lavoro di comunità”, Lega Coop Sicilia, Confcooperative, Federsolidarietà, Federsanità Sicilia, Federazione CIMO Fesmed, ANAAO Assomed, Unasam Sicilia, Consulte Salute Mentale di Agrigento e Palermo, Famiglie in Rete, APS “Noi per la salute” Tina Anselmi, MeravigliosaMente odv, Afadipsi odv, Pegaso odv e Punto di partenza odv.

Contestualmente al sit-in, le organizzazioni hanno inviato una nuova richiesta di incontro all’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni, per illustrare le priorità e sollecitare una programmazione definita.

L’obiettivo dichiarato è aprire un tavolo stabile sulla salute mentale e avviare interventi strutturali, ritenuti urgenti dalle realtà che operano sul territorio. La mobilitazione si conclude con l’attesa di una risposta istituzionale e con l’appello a garantire servizi essenziali considerati fondamentali per la tutela dei cittadini.

Federica Dolce

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