Il testo della Manovra è ancora all’esame del Parlamento. In quella sede dovranno essere votati gli emendamenti, ma non sembra possano esserci ulteriori cambiamenti in merito a quanto già deciso per le pensioni. La stessa Lega sembra che abbia rinunciato alla possibilità di ripristinare le misure di flessibilità. Quelle che spariranno, quindi, a partire proprio dal 1° gennaio 2016.
Cambiano gli importi e i requisiti per andarci, ma le novità più rilevanti si aspettano nel 2027. Perché sarà nell’anno successivo che cambieranno sia le regole di calcolo, con l’introduzione di coefficienti di rivalutazione del montante contributivo probabilmente più penalizzanti rispetto a quelli attuali, sia l’età pensionabile, per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita.
Come cambieranno le pensioni il prossimo anno?
Addio “Quota 103” e Opzione Donna. Anche se, ancora per un anno, per la c.d. pensione di vecchiaia l’età resta pari a 67 anni, in quanto cambierà dal gennaio 2027, ancora per il 2026 non cambiano i requisiti per la pensione anticipata, che rimangono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, e un anno in meno per le donne.
Nessun cambiamento per l’Ape Sociale, lquella forma di pensionamento anticipato che consente di smettere di lavorare all’età di 63 anni e 5 mesi percependo un’indennità sostitutiva del valore di massimo 1.500 euro. La misura sarà però riservata solo a quanti rientrano in uno dei profili che necessitano di una maggior tutela. Stiamo parlando di disoccupati, invalidi, caregiver e lavoratori usuranti e gravosi.
Come anticipato spariranno Quota 103 e Opzione Donna. Si tratta di due misure che, in questi anni, hanno contribuito a rendere più morigerata la legge Fornero , pur rivolgendosi a una platea di cittadini circoscritta. Per capirci, Quota 103 continua a consenti, ancora oggi, il pensionamento anticipato all’età di 62 anni, a fronte di 41 anni di contributi. Ma per poterne usufruire nel 2026 sarà necessario aver raggiunto tutti i requisiti entro e non oltre il 31 dicembre di quest’anno.
Opzione Donna aveva già subito una netta riduzione della platea delle lavoratrici potenzialmente interessate negli anni scorsi. Quando fu portato a 61 anni, con 35 anni di contributi, il requisito anagrafico, limitando l’accesso alla misura alle sole invalide, caregiver o licenziate da grandi aziende. Oggi per usufruire di Opzione Donna serve, invece, aver maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Questa soglia non sarà spostata all’anno successivo, proprio perchè la misura è destinata a sparire.
Tassazione delle pensioni: ecco le nuove regole
Dall’1 gennaio 2026 le pensioni, ma anche gli altri redditi soggetti a imposta, beneficieranno delle nuove regole fiscali introdotte dalla manovra: l’aliquota Irpef per il secondo scaglione, quello che comprende i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, viene portata dal 35% al 33%.
Si tratta di un, opiccolo, risparmio del 2% per la parte di pensione che rientra in questo scaglione. Ma con un risparmio massimo di 440 euro l’anno. Ad esempio, se si percepisce una pensione di 40 mila euro annui i vantaggi saranno di 240 euro all’anno. Se, però, vengono percepiti 30.000 euro la cifra scende ad appena 40 euro l’anno.
Incremento al milione: ecco le nuove regole
Nella legge di Bilancio viene riconosciuto un aumento di 20 euro sul c.d.incremento al milione. Sin tratta della maggiorazione sociale che si applica sia sulle pensioni sia sulle misure assistenziali: pensioni di invalidità civile e Assegno sociale, assegno che raggiungere quindi un valore pari a 739 euro e che, considerando la rivalutazione delle pensioni, potrebbe diventare, il prossimo anno, 770 euro.
Pensioni, rivalutazione degli importi
Nel prossimo mese di gennaio, inoltre, arriverà la rivalutazione degli importi delle pensioni. Si tratta di quel meccanismo con cui le pensioni vengono adeguatew al costo della vita. Il nuovo tasso di applicazione. Non è ancora stato definito ma doivrebbe aggirarsi tra l’1,4% e l’1,7%. Che, in soldoni, significa tra i 14 e i 17 euro su 1.000 euro e tra 28 e 35 su 2.000 euro.
Cattive notizie: al via una rivalutazione straordinaria
Mentre oggi, sugli importi delle pensioni che non superano il valore del trattamento minimo ossia 603 euro al mese, si applica una rivalutazione straordinaria pari al 2,2% dell’importo lordo percepito, il regalo di Capodanno 2026 sarà una riduzione della rivalutazione stessa, che scenderà all’1,5%. Una sorta di para-adeguamento sarà però dato dall’aumento del c.d incremento al milione, che è pari a 20 euro. Grazie a questo chi percepisce il c.d. minimo, avrà così un piccolo aumento.
Roberto Greco