Il Nicaragua a Palermo con la mostra “Colori e Anima” (VIDEO)

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Il risultato della fusione tra le culture indigene autoctone e la colonizzazione spagnola, è l’anima del Nicaragua, un connubio che si riflette nella sua lingua, nei suoi simboli e nella sua società. Questa unione è visibile anche nei nomi che ha avuto il paese, come “Nicarao” e “agua” che indicano “acqua”, e nelle diverse lingue indigene e afro-discendenti ancora presenti oggi, oltre allo spagnolo ufficiale. Da qui l’artista palermitano Sergio Tammaro ha preso ispirazione per realizzare ieri pomeriggio presso il Circolo Unificato Esercito di Palermo la mostra “colori e anima del Nicaragua” attraverso le opere che raccontano la vitalità, la natura e lo spirito di un popolo che si “ritrova” in una Palermo multietnica, accogliente che non ha mai rinnegato l’identità culturale contenuta nel suo nome, Pan e Hormos, tutto porto: approdo naturale e crocevia senza pari di civiltà. La vernissage d’eccezione alla quale ha partecipato l’assessore al Turismo del Comune di Palermo, Alessandro Anello, è stata organizzata per celebrare i legami di amicizia e cooperazione culturale tra l’Italia e il Nicaragua dall’Associazione Italiana Amici del Nicaragua, presieduta dal dott. Fracesco Saieva Palmeri, punto di riferimento sia per i cittadini nicaraguensi che avranno bisogno di aiuto, sia di tutti i cittadini siciliani e le imprese che vorranno conoscere sempre più da vicino il Paese. In un contesto internazionale in continua evoluzione, i consoli onorari rappresentano un punto di racconto essenziale tra i popoli, contribuendo a rafforzare relazioni istituzionali, favorire lo scambio tra culture diverse e generare opportunità tangibili nei settori della cultura, dell’economia e della diplomazia territoriale. “In un mondo in rapida trasformazione, il ruolo dei consoli onorari – ha dichiarato il dott. Antonio Di Fresco, Console Onorario della Repubblica di Corea per la Sicilia e Decano del Corpo Consolare di Palermo – si conferma fondamentale per promuovere la cooperazione internazionale, facilitare il dialogo interculturale e creare opportunità concrete nei settori culturale, economico e istituzionale”. La storia di Palermo è segnata da diverse dominazioni che hanno contribuito a creare la sua identità multiculturale. Tra questi, i più importanti sono gli Arabi, i Latini, i Greco-Bizantini e gli Ebrei. Oggi, la composizione etnica in città è più complessa e include un comunità significativa di Tamil oltre a migranti provenienti da diverse aree del Mediterraneo e dell’Africa oltre a un crescente numero di immigrati da varie nazionalità. Questa diversità si riflette anche nella società palermitana attuale che continua a intrecciare culture diverse. La diversità etnica si manifesta in modo particolari in quartieri storici come Ballarò, il Capo e la Vucciria, dove diverse comunità convivono quotidianamente. L’integrazione etnica si riflette nella presenza di decine ristoranti multietnici. La tolleranza e la coesistenza pacifica tra culture e religioni diverse sono considerate un tratto distintivo e innato della società palermitana. A Palermo ci sono anche decine di ristoranti multietnici: ogni quartiere ha i suoi che propongono i sapori esotici di cibi gustosi e fragranti. Lo spirito di queste tracce emerge con determinazione dalla Carta di Palermo sottoscritta nel marzo 2015 da giuristi, attivisti dei diritti umani, amministratori pubblici e organizzazioni non governative per sollecitare la comunità mondiale a una revisione della legislazione sul permesso di soggiorno e delle politiche legati ai fenomeni migratori, sostenendo la mobilità umana internazionale come diritto inalienabile della persona. La Carta di Palermo è un documento pubblico ma, in effetti, attesta come da questa città coralmente parta un messaggio e un impegno a che l’accoglienza di chi fugge dalla fame e dalle guerre possa diventare la via per un incontro multiculturale e multietnico delle genti. E’ un messaggio che trova le sue radici anche nella devozione a Benedetto il Moro, il Santo nero di Palermo dove anche l’arte popolare vuole affermare la multietnicità come strada verso l’armonia sociale. L’eccezionalità della tolleranza sociale di questa realtà multietnica – araba, latina, greco-bizantina, africana e proveniente dal Nord Europa – ha creato quel raro clima umano che ha consentito alle maestranze arabe, ai mosaicisti bizantini, i maestri normanni e gli artigiani ebrei di lavorare pacificamente assieme, realizzando quello straordinario unicum che costituisce il patrimonio monumentale palermitano e costruendo quella multiculturalità che, da allora, è naturalmente innata nei palermitani.

Il console della Repubblica del Nicaragua in Italia, l’Avv. Gennaro Danesi
Il console della Repubblica del Nicaragua in Italia, l’Avv. Gennaro Danesi

Ed oggi a Palermo, vedi anche l’incontro con il console della Repubblica del Nicaragua in Italia, l’Avv. Gennaro Danesi si sta tessendo nuovamente quell’intreccio di diversità culturali, religiose ed etniche che inevitabilmente sarà la società umana che si intravede lontano. “Oggi la mia presenza qui è a sottolineare l’intensa attività realizzata dal dr. Francesco Palmeri – ha dichiarato l’Avv. Gennaro Danesi, Console Onorario del Nicaragua – che ha creato dal nulla un’associazione che si pone come obiettivo la riscoperta del paese più grande e meno abitato del Centro America che è il Nicaragua”. “Per noi oggi è un giorno di festa, il primo di una serie di iniziativeha dichiarato il dott. Fracesco Saieva Palmeri, presidente dell’associazione amici del Nicaragua – che abbiamo in programma. L’attività si svilupperà in iniziativa turistiche, culturali e anche in ambito sportivo. Al momento abbiamo circa 30 associati. Siamo partiti nel mese di agosto e adesso partiremo con una campagna associativa più consistente”. La spontanea ospitalità di Palermo racconta a tutto l’Occidente che alzare muri sia l’errore più grave che si possa fare perché alimenta odi immediati e scontri prossimi: il messaggio di Palermo al mondo occidentale è che il suo futuro potrà essere sereno solo operando per il realizzarsi di un pacifico e ben gestito incontro delle più varie etnie portatrici di qualsivoglia cultura e di tutte le fedi.

Fabio Gigante

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