Nel cuore dei Nebrodi, tra la costa tirrenica e l’entroterra messinese, San Marco d’Alunzio resiste come un frammento di storia viva. Cinquecento metri sopra il mare, con le sue pietre rosse e i vicoli che si arrampicano sul fianco del monte, il borgo è stato inserito tra i “Borghi più belli d’Italia” e premiato dalla Guida Verde Michelin per l’interesse paesaggistico e culturale.
Camminando tra le sue strade si intuisce perché: qui ogni scorcio racconta un’epoca, dal tempio greco dedicato a Eracle al castello normanno voluto nel 1061 dalla regina Adelasia, oggi in parte diroccato ma ancora imponente. Nella chiesa madre di San Nicolò, edificata nel 1584, il marmo rosso locale domina portali e altari, lo stesso materiale che per secoli ha reso celebre il paese anche fuori dall’isola.
Ma San Marco d’Alunzio non vive solo di memoria. A tenere viva la sua identità sono i due musei civici che ne custodiscono l’anima: il Museo delle Arti Figurative Bizantine e Normanne, all’interno dell’ex monastero di San Teodoro, e il Museo IDEA – Scienza e Tecnologia, inaugurato nel 2016 nel cinquecentesco Palazzo Crimaldi. Il primo raccoglie lapidi, affreschi e monete dal mondo ellenistico al Medioevo, testimoniando la stratificazione culturale dei Nebrodi; il secondo è uno spazio interattivo dove la scienza incontra la curiosità dei più giovani, seguendo il principio “vietato non toccare”.
Entrambi i musei aderiscono alla Rete dei Musei Comunali della Sicilia, promossa da ANCI Sicilia per mettere in sinergia piccoli centri e realtà culturali locali. Un modo per costruire un sistema museale diffuso, in grado di raccontare la Sicilia al di là dei suoi poli più noti.
“Puntiamo a far crescere il flusso turistico valorizzando la nostra storia e collaborando con enti e associazioni – afferma il sindaco Filippo Miracula – Fare rete è essenziale per far emergere i piccoli borghi siciliani, custodi di identità e saperi spesso dimenticati.”
San Marco d’Alunzio, con i suoi poco più di duemila abitanti, è oggi un laboratorio di resistenza culturale: un luogo che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici. Nel silenzio delle sue pietre rosse, la Sicilia racconta ancora se stessa.