C’è un’energia nuova che attraversa Polizzi Generosa, un soffio di rinascita che si percepisce tra le pietre antiche del borgo madonita, dove la storia incontra la tenacia e l’amore per la propria terra. A guidare questa stagione di rinnovamento è il sindaco Gandolfo Librizi, uomo di visione e di comunità, che parla della sua Polizzi con l’affetto di chi la vive ogni giorno come una creatura viva, da curare e difendere.
L’ultimo grande passo in avanti è stato la consegna dei lavori di messa in sicurezza della Statale 643, nel tratto di via Collesano, una ferita profonda nel cuore del paese che oggi torna finalmente a rimarginarsi. «È un grande momento di rinascita – afferma Librizi – perché significa mettere simbolicamente fine a uno stato d’emergenza che ha tagliato in due il paese per mesi. Un evento che ha messo a dura prova i cittadini, le attività commerciali, la vita stessa di una comunità».
La frana che colpì quel tratto aveva costretto all’evacuazione di venti persone, due abitazioni furono distrutte, e per lungo tempo Polizzi era rimasta sospesa tra l’incertezza e la speranza. Ma la reazione è stata immediata: «Da subito – racconta il sindaco – abbiamo avviato un piano operativo condiviso con Protezione Civile, ANAS, SvimA e Unione dei Comuni. Una vera sinergia istituzionale che ha permesso di arrivare oggi a un risultato concreto e straordinario. È la dimostrazione che quando le istituzioni lavorano insieme, le cose accadono davvero».
La nuova Statale non è solo una strada, ma un simbolo di resilienza, di un paese che non si arrende. L’intervento ha permesso non solo di riaprire alla circolazione, ma anche di installare un sistema di monitoraggio tecnologicamente avanzato, capace di rilevare in tempo reale ogni minima oscillazione del terreno. È un segno tangibile di come la sicurezza e l’innovazione possano dialogare perfettamente con la storia e con la montagna che da secoli protegge Polizzi.
Ma la visione del sindaco Librizi non si ferma alla ricostruzione. La sua idea di futuro è un progetto culturale e sociale a lungo termine, che guarda addirittura a cinquant’anni avanti. «Quando abbiamo fondato il movimento Costruire Comunità – ci ha raccontato – ci siamo chiesti come sarà Polizzi fra cinquant’anni. È da questa domanda che è nata la spinta a fare, a progettare, a pensare il futuro».
Nel sogno di Librizi, Polizzi diventa un borgo che rinasce dalle sue case abbandonate, trasformate in spazi condivisi, foresterie, residenze per artisti. «Già oggi – ci spiega – stiamo riqualificando edifici storici caduti in rovina, uno dei quali diventerà un centro per artisti e viaggiatori. Inoltre, grazie al nuovo regolamento comunale, molti cittadini stanno donando le loro abitazioni al Comune, aprendo la strada a progetti di social housing e all’idea di un albergo diffuso, come quelli che ho visto in Spagna».
Una visione che mescola idealismo e concretezza, amore per le tradizioni e capacità di innovare. Perché Polizzi, con le sue piazze, le sue chiese e i suoi panorami che guardano dall’alto l’intera valle, non è solo un borgo medievale: è un laboratorio di rinascita rurale e umana.
Lo dimostra anche la rinascita della Sagra delle Nocciole, che quest’anno ha riportato in piazza centinaia di persone, restituendo vita, musica e orgoglio a una comunità che aveva rischiato di perdere le proprie radici. Tra un piatto di pasta, i dolci tradizionali e le voci della banda, Polizzi ha ritrovato il suo cuore pulsante: la gente!
«Io sogno un paese – conclude Librizi – dove nessuna casa resti abbandonata, dove la storia sia viva e condivisa, e dove la montagna torni a essere la nostra forza. Polizzi fra cinquant’anni la immagino così: piena di vita, di cultura, di giovani e di memoria».
E mentre le luci del borgo si accendono la sera, e l’aria fresca delle Madonie avvolge i vicoli, sembra quasi di vederlo quel futuro: una Polizzi Generosa che torna a splendere, perché ha saputo credere in sé stessa e in chi la guida con amore e visione.
Federica Dolce