Enormi scaffali colmi di volumi spesso introvabili. Libri scolastici destinati al macero. La Libreria Zacco resiste da oltre sessant’anni nel cuore del Cassaro, simbolo di passione e di lotta contro gli sprechi editoriali.
A Palermo, lungo il Cassaro, c’è una libreria che resiste dal 1961. È la Libreria Zacco, in corso Vittorio Emanuele, dove ancora oggi troviamo il libraio, Maurizio Zacco, dietro al bancone. La sua fortuna, ci racconta, è che il locale è di sua proprietà: “Se avessi dovuto pagare l’affitto avrei chiuso da tempo. Questa libreria è l’unico sostegno per me e la mia famiglia, con le figlie che studiano all’università”.

Il problema più grande è rappresentato dai libri scolastici, editoria nella quale questa libreria è specializzata. “Ogni anno escono edizioni aggiornate con copertine e codici ISBN diversi, anche se la sostanza resta la stessa: i libri vecchi praticamente identici a quelli nuovi. Così, a distanza di un anno, un testo non può passare dal fratello maggiore al più piccolo. Persino chi viene bocciato, l’anno successivo deve ricomprarsi i libri. È una spesa continua per le famiglie”, ci spiega Zacco.
“I volumi usati valgono sempre meno – continua Zacco – e finiscono per accumularsi. Non ci sono più cartiere, associazioni o enti a cui destinarli, così vanno a finire nei cassonetti bianchi della carta e poi al macero. Speriamo che, almeno, tutta questa carta venga riciclata. E’ almeno da quindici anni che va avanti questa storia. Ogni casa editrice riedita i testi in continuazione, cambiando il codice ISBN. Uno spreco enorme”.
Eppure la Libreria Zacco continua a stare lì, con i suoi scaffali pieni e un libraio che non smette di credere nel suo lavoro.
Dorotea Rizzo