Un altro tassello del mosaico di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 prende forma. Dopo gli interventi che hanno già acceso i riflettori su spazi dimenticati del territorio, pochi giorni fa tra Ribera e Caltabellotta è nato il Giardino della Pace, ribattezzato Belvedere delle Lucertole.
È un luogo che invita a fermarsi: una terrazza naturale a gradoni, tre piattaforme in legno d’abete, la vista che abbraccia l’intera vallata del fiume Verdura, con le necropoli sicane, le rovine di un castello e il paesaggio che nei prossimi mesi vedrà nascere anche una cascata. Fino a poco tempo fa era un angolo abbandonato, ora è uno spazio vivo, di dialogo e riflessione, dove già arrivano giovani a studiare, parlare, ritrovarsi.
Il progetto rientra nel percorso europeo “Gardens of Peace”, che dal 2018 ha creato più di trenta giardini in luoghi simbolici. Questo, il trentesimo, è stato pensato come simbolo di resilienza: il nome richiama le lucertole, capaci di adattarsi e sopravvivere anche negli ambienti più ostili.
L’intervento è stato guidato da Gilbert Fillinger, direttore di Art & Jardins | Hauts-de-France: “Quando sono giunto qui, mi sono reso conto che era un luogo simbolo, storia e natura insieme – spiega – un luogo dove fermarsi e respirare. Lo consegniamo ai giovani”.
E i giovani hanno risposto subito: si siedono sulle piattaforme, studiano, parlano, si abbracciano. Lo spazio è diventato loro, e questo era l’obiettivo.
Alla consegna ufficiale erano presenti il Demanio e i due sindaci: “Le due amministrazioni hanno sposato il progetto collaborando con la Fondazione e individuando un sito straordinario sul confine tra i due territori: da qui parta un messaggio di pace” – ha detto Matteo Ruvolo, sindaco di Ribera.
“Da qui nei prossimi giorni partirà una marcia della Pace, che arriverà al Castello – ha aggiunto Biagio Marciante, sindaco di Caltabellotta – qui parlare di fratellanza ha un significato importante. E vediamo che i giovani lo hanno compreso prima di tutti”.
La presidente di Agrigento Capitale, Maria Teresa Cucinotta, ha sottolineato: “La visione di Agrigento 2025 è proprio quella della riconnessione alla natura, e questo progetto fa parte del suo dossier fondamentale. E sarà un progetto che resterà su questi territori, da sempre aperti all’accoglienza”.
Dorotea Rizzo