Michelangelo Gruttadauria: “UniPa Heritage, nuovo sito per raccontare il patrimonio museale dell’Ateneo” (VIDEO)

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Il Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo cambia volto e diventa UniPa Heritage. Un nuovo nome, una nuova identità visiva e presto anche un nuovo sito web per presentare al pubblico la ricchezza dei musei universitari. Ne abbiamo parlato con Michelangelo Gruttadauria, presidente del Sistema Museale d’Ateneo, che racconta progetti, installazioni e strategie per aprire sempre di più l’Ateneo ai cittadini.

Presidente, ci aspettiamo un nuovo sito del sistema museale. Perché?

«È tutto un processo che dura già da qualche mese. Il Sistema Museale di Ateneo ha nei mesi scorsi creato una nuova identità visiva. Adesso il Sistema Museale di Ateneo si chiama UniPa Heritage, ovvero il patrimonio museale dell’Università degli Studi di Palermo. C’è una nuova identità visiva con una nuova grafica e il passo successivo è quello di creare il nuovo sito web, anche perché quello attualmente esistente è ormai obsoleto e ha bisogno di una nuova veste grafica e di una nuova presentazione. Vogliamo un sito moderno che possa presentare al pubblico la ricchezza del nostro patrimonio museale. Sono già più di 300 pagine ed è in continuo arricchimento, perché il patrimonio museale di Ateneo si apre sempre più al pubblico nell’ottica della terza missione, ovvero il coinvolgimento del pubblico, quello che in inglese si chiama public engagement. Abbiamo bisogno di una vetrina importante che si associ poi ai social che abbiamo. Ogni sito museale ha i propri social, tutti identificati da un’identità visiva comune, e questo è il modo per aprirci sempre di più verso il pubblico».

Il sito avrà delle funzioni particolari? Cosa offrirà in più?

«Il sito sarà diverso dal classico sito universitario perché si interfaccia con il pubblico, quindi è una vetrina di quello che è il patrimonio museale. Ci sono tre grandi sezioni: i musei, i siti d’interesse e le collezioni – collezioni del sistema museale e collezioni dei dipartimenti che noi valorizziamo. All’interno di queste tre grandi sezioni ci sono i vari musei e dentro i vari musei tante altre sezioni con molte fotogallery, proprio per dare il primo impatto della ricchezza dei nostri siti. Ci sono anche dei virtual tour e tutte quelle attività che permettono di interagire: gli eventi che rilanciano poi ai vari social. È una piattaforma moderna, sempre in continuo aggiornamento, per mostrare la ricchezza e i continui eventi che vengono svolti, perché il sistema museale è un sistema che si interfaccia con il pubblico e quindi deve continuamente realizzare eventi di diversa natura».

Lei da maggio 2023 è presidente del Sistema Museale d’Ateneo. Facciamo il punto del suo operato finora.

«Sì, è da maggio 2023 che sono presidente del Sistema Museale d’Ateneo. È un incarico che dura fin quando il rettore è in carica. Il mio mandato è proprio quello di far crescere sempre di più il Sistema Museale nell’ottica del public engagement. Per esempio, all’Orto Botanico abbiamo appena terminato una grande manifestazione che si chiama “Metamorphosis” con diversi spettacoli di teatro, danza e poesia. Abbiamo avuto tre spettacoli di Teresa Mannino che ha portato all’Orto Botanico performance diverse. Ci interfacciamo con il pubblico anche creando nuovi modi di relazionarci: attività espositive, nuove installazioni. Abbiamo appena inaugurato una bellissima sala interattiva multimediale dentro l’Orto Botanico che racconta la botanica ma soprattutto racconta come noi esseri umani siamo ospiti di un pianeta che in realtà è abitato dalle piante. Dobbiamo imparare a rispettarle: loro sono qui da molto più tempo di noi e sopravviveranno agli esseri umani. Questo è il filo conduttore di questa nuova installazione. E altre nuove installazioni verranno fatte nei mesi a venire. Ogni museo è impegnato in tante attività con il pubblico, anche nella Notte Europea dei Ricercatori. È un’attività sempre nell’ottica del coinvolgimento, perché le università moderne non sono luoghi chiusi ma luoghi che si devono aprire sempre di più verso il pubblico».

Per quanto riguarda i graffiti a Palazzo Chiaramonte, quali tecniche avete usato per il mantenimento di questi ritrovamenti? Qual è il valore di questa operazione?

«Il valore è enorme perché i graffiti e i disegni che sono riportati nell’ex carcere dei penitenziati dello Steri sono unici al mondo. È stata fatta un’operazione per monitorare le celle del piano terra: hanno un sistema di monitoraggio molto efficiente che permette di rilevare costantemente temperatura, umidità, quantità di CO₂ presente nell’ambiente e nelle pareti. Si controlla da remoto, anche in base al numero di persone che entrano e alle condizioni climatiche, per mantenere costanti questi valori entro certi limiti ed evitare il deterioramento dei graffiti. La fruizione è limitata a piccoli gruppi di persone proprio per tutelare questo patrimonio».

Per la sostenibilità economica del Sistema Museale, avete avuto accesso a fondi europei o nazionali?

«Il Sistema Museale fondamentalmente si autosostiene. Già da diversi anni, anche prima del mio mandato, si opera con il pubblico tramite lo sbigliettamento. Siti come l’Orto Botanico, il Complesso Museale dello Steri, il Museo Doderlein, il Museo Gemmellaro sono dati in gestione e lavorano con il pubblico. La nostra attività è quella di avere sempre più pubblico: è una sorta di attività imprenditoriale, se possiamo così definirla. Il grosso della sostenibilità finanziaria è dato dagli ingressi ai musei».

Samuele Arnone

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