Il coraggio di dire “no” alla guerra

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Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della strage in Giappone, causata da due bombe atomiche lanciate dagli Americani, negli ultimi istanti della Seconda Guerra Mondiale, su Hiroshima il 6 agosto del 1945 (140.000 morti) e su Nagasaki il 9 agosto del 1945 (74.000 morti). Recentemente, a ricordalo, è intervenuto anche il premio Nobel per la pace, Toshio Kimimaki di 94 anni della Nihon Hidankyo, l’associazione giapponese dei sopravvissuti alla bomba atomica.

“L’associazione giapponese afferma che le armi nucleari e l’umanità non possono coesistere. L’umanità deve vivere. Questa è una negoziazione assoluta, non solo delle armi nucleari, ma anche dei rifiuti nucleari dell’energia utilizzata pacificamente, perché il plutonio impiega 25.000 anni per diventare innocuo. Sia le bombe atomiche, che l’energia pacifica nucleare non possono coesistere con l’umanità”. Una testimonianza molto toccante in cui si è evidenziato che ancora oggi, dopo ottant’anni, diversi giapponesi sviluppano cancri o leucemie dovute all’esposizione delle radiazioni.
Occorre non solo non utilizzare le bombe atomiche ma non iniziare più alcuna guerra; occorre perdonare l’altro ed educarci così alla pace.

A tal proposito, molto forte è anche la testimonianza di Katerina Gordeeva, giornalista, documentarista e scrittrice russa che racconta gli effetti devastanti della guerra tra le donne ucraine e russe. Racconta della sconvolgente storia di una donna ucraina che, sotto un attacco russo, deve scegliere se portare in salvo suo figlio o suo padre disabile; in preda al dolore rimane sotto il tavolo piangendo e non opera alcuna scelta. Mentre un’altra donna russa al supermercato ha fatto un segno di pace usando le melanzane; ebbene per questo è stata arrestata e condannata a scontare 5 anni e mezzo nelle prigioni russe; sono oltre 3000 le persone russe incarcerate perché dissentono dalla guerra.

I giovani sono la speranza! I ragazzi e i professori di gioventù studentesca di Comunione e Liberazione al Meeting di Rimini 2025 hanno presentato una bellissima mostra, intitolata “Profezie Per la Pace”. Paolo (in foto) di Bologna dice: “La pace è riconoscere l’altro come volto”. In un’altra mostra, un altro giovane Victor Carriere racconta la storia di Vasiij Grossman scrittore russo, di origine ebrea, che scopre sui campi di guerra che nazismo e comunismo, due regimi totalitari, sono la stessa cosa.

L’Italia ha tante gravi responsabilità su tante guerre, produce e vende navi, elicotteri e aerei da guerra. A tal proposito Fratel Mauro Billetta parroco del quartiere Danisinni (PA) dichiara: “Ancora oggi le nostre fabbriche forniscano armi e supporto tecnologico all’apparato militare israeliano, quello che fa saltare in aria ospedali, così come civili, tra cui diciottomila bambini e oltre duecento giornalisti”. Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dice “dentro questo mare di odio, di guerre, dolore e paura, serve essere capaci di vedere le realtà belle, di cercare persone che spendono la loro vita per qualcosa di bello: sono i risorti di oggi che ti dicono che c’è ancora luce.

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