LCM 2025, innovazione e sostenibilità: la Sicilia come hub del Mediterraneo

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Palermo si conferma crocevia di idee e pratiche sulla sostenibilità ospitando LCM 2025, il congresso internazionale dedicato al Life Cycle Management. Un evento, giunto alla seconda giornata, che porta in Sicilia esperti, istituzioni e imprese a confronto.

Davide Bonaffini
Davide Bonaffini

Davide Bonaffini, Head of Ecodesign e Circular Economy di Hitachi Rail, sottolinea l’importanza di intervenire già in fase di progettazione: “Se non si interviene in fase di progettazione è già troppo tardi, sia per le performance dei prodotti che per quelle ambientali”.

Un evento. quello di LCM, che scommette sul capoluogo siciliano, e riporta la città al centro del dialogo sullo sviluppo sostenibile a livello internazionale.

“Palermo è il centro del Mediterraneoafferma Bonaffini -, un luogo ideale per sviluppare e alimentare la cultura della sostenibilità e della circolarità”. Ma per i territori frammentati come quello siciliano serve “supportare i fornitori, far crescere la consapevolezza su ecodesign ed economia circolare, perché sono le materie prime e la gestione della catena del valore a fare la differenza”.

Sergio Saporetti
Sergio Saporetti

Anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica porta la sua esperienza a LCM 2025. Sergio Saporetti, funzionario tecnico della Direzione Generale Sostenibilità dei Prodotti e dei Consumi, ricorda come i criteri ambientali minimi (CAM) siano ormai entrati nel Codice degli Appalti: “Questi criteri consentono di ridurre gli impatti ambientali in ottica di ciclo di vita per tutte le opere pubbliche, comprese quelle infrastrutturali”.

Si registrano significativi progressi nelle pubbliche amministrazioni: “Le stazioni appaltanti stanno implementando nuove misure interne per applicare i CAM, mentre il Ministero investe in formazione per renderli sempre più applicabili”. Il risultato? Riduzione degli impatti ambientali ma anche dei costi nel medio-lungo periodo.

Guardando al futuro, Saporetti – anche lui palermitano – vede nell’adozione dei CAM e degli acquisti verdi “una strada importante non solo per gli obiettivi climatici europei, ma per favorire anche uno sviluppo locale delle imprese”.

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