È ben più di pit-stop quello che sta frenando lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia. L’analisi della prima metà del 2025 sembra un paesaggio guardato attraverso la nebbia che filtra le nuove installazioni di impianti fotovoltaici ed eolici.
I numeri parlano chiaro: dalle analisi provenienti da Wind Europe, Solar Power Europe e Italia Solare indicano un semestre, quello del 2025, che sarà ricordato come quello in cui installazioni e autorizzazioni ha fatto registrare quel pit-stop di cui parlavamo. Alla base, come al solito, ci sono tre le ragioni. La prima è dovuta alle difficoltà di disciplinare gli incentivi, la seconda alle eccessive lungaggini burocratiche che rallentano l’iter autorizzativo e, dulcis in fundo, il fatto che gli investimenti nei “green project” sono ancora insufficienti.
Eolico, facciamo il punto
Il report di Wind Europe indica 322 MW di nuova potenza installata nel nostro Paese nel primo semestre di quest’anno. Si tratta di un cifra che non riesce a superare quella degli ultimi due dei semestri 2024, quando si registrarono rispettivamente 335 e 350 MW, con 67 turbine da 5,1 MW. Se guardiamo, inoltre, la proiezione sull’intero 2025 che indica 740 MW entro il mese di dicembre, ci rediamo conto che siamo fermi al 44% delle installazioni. La capacità cumulata risulta essere di 13,267 MW, compreso l’offshore. Rispetto al 2024 sono aumentate le autorizzazioni del 12% con 538 MW liberati rispetto ai 479 della prima metà del 2024, ma forse non basta.
Eppure i dati di altri Paesi europei sono chiari e ci collocano, ancora una volta, tra i fanalini di coda della corsa: Germania +56%, Regno Unito +33%, Irlanda +111% e Francia +13%. Sempre secondo Wind Europe, inoltre, l’Italia ha ridotto di 1,5 GW il volume d’asta previsto per il 2025.
Ma ha cosa è dovuta questa scelta? essenzialmente all’incertezza che permane sulla data di avvio del regime Fer X finale, il nuovo regime che dovrà sostituire il quadro transitorio alla fine del 2025. Anche osservando la proiezione per i prossimi anni, all’Italia spetta la messa a terra di 770 MW nel 2026 per poi salire a 1,2/1,5 GW fino al 2030 a fronte del livello europeo l’obiettivo fissato che è pari a 441 GW di cui 80 offshore.
Solare, facciamo il punto
Per quanto riguarda il solare, i dati del primo semestre elaborati da Italia Solare, su base Terna-Gaudì, rimarcano una battuta d’arresto di non poco conto: 113.465 nuovi impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 2.809 MW. Questo significa che, rispetto al 2024, si registra un -33% in termini di impianti e un -16% in potenza installata. Freno tirato per il segmento residenziale e quello commerciale-industriale, più tradizionalmente legati agli impianti al di sotto del megawatt. Analizzando, nello specifico, i dati si denota che nella fascia inferiore ai 20 kW, quella del settore domestico, sono stati installati 106.562 impianti per 686 MW complessivi, facendo registrare un calo pari al 31% rispetto al primo semestre del 2024. Risultati analoghi anche per il segmento 20 kW – 1 MW, all’interno delk quale si configurano commerciale e industriale, ha segnato un’importante contrazione con soli 804 MW installati, ossia con un calo del 32% rispetto allo stesso periodo del 2024. l’unico dato positivo riguarda il comparto degli impianti c.d. utility scale, ossia quelli con taglia superiore a 1 MW, per il quale si registra una crescita del 12% su base annua, visto che nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati connessi 307 impianti, per una potenza totale di 1.319 MW. La tendenza al ribasso, in realtà, è europea e non solo italiana, ma questo non può e non deve rincuorarci, visto che si registrano forti rallentamenti a causa della fine del regime di incentivi in Paesi chiave come Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi e, ovviamente, l’Italia.
Quali sono le contromisure allo stop?
È, senza dubbio, necessario migliorare il quadro che supporta i contratti, essenziale per sfruttarne appieno il potenziale. Nelle stesso tempo sia le aste sia le gare d’appalto sono ancor più importanti al fine di garantire una distribuzione solare su scala industriale che sia in grado di continuare a svolgere un ruolo chiave. Oggi più che mai, anche perché una maggiore concorrenza può spingere il prezzo della capacità solare messa all’asta a nuovi minimi.
Nei giorni scorsi il Gse, il Gestore dei Servizi Energetici, a seguito dell’annuncio del Mase della scorsa settimana, ha pubblicato il bando per la partecipazione alla procedura competitiva e l’accesso al meccanismo di supporto, disciplinato dal Fer X transitorio. La finestra a disposizione per l’invio delle manifestazioni di interesse per la procedura competitiva NZIA, il Net-Zero Industry Act necessario per costruire un settore industriale più sostenibile, resiliente e competitivo, prevede la presentazione dal 16 al 26 settembre 2025 tramite il Portale FERX. Si tratterà, lo ha anticipato, il ministero dell’Ambiente, di una gara anti pannelli assemblati o con componenti cinesi per favorire, innanzitutto, la competizione europea. Purtroppo non è ancora approdato al Consiglio dei Ministri il nuovo testo unico che si dovrà realizzare per accelerare le procedure autorizzative agli impianti Fer. Le prime bozze sono già circolate ma sarà fondamentale quanto verrà limitato il potere delle Regioni, perché di questo si tratta, al fine di non cadere nuovamente nella insidiosa trappola di percorsi territoriali diversi e lontani dalla rotta principale. Quella “green”, quella che guarda al 2030 con 80 gigawatt aggiuntivi da installare