Come possono la scuola e la famiglia continuare a svolgere il loro ruolo educativo in un mondo in cui i media e le tecnologie digitali non sono più strumenti, ma veri e propri ambienti di vita?
È a questa domanda che Francesco Pira, docente di Sociologia dei processi culturali e
comunicativi all’Università di Messina, dedica il suo nuovo saggio “La buona EduComunicazione”, edito da FrancoAngeli.
Pira, che da oltre vent’anni indaga l’impatto dei media sulla crescita di preadolescenti e adolescenti, mette al centro una riflessione che intreccia ricerca sul campo e visione teorica: l’educazione non può limitarsi ad “aggiustarsi” di fronte ai cambiamenti imposti dal capitalismo digitale, ma deve governare l’innovazione con strategie capaci di restituire centralità al dialogo, all’ascolto e al pensiero critico.
Il saggio nasce anche dalle radici dell’educomunicazione, sviluppata in America Latina da studiosi come Ismar de Oliveira Soares, che già avevano intuito l’importanza di creare ecosistemi educativi aperti e partecipativi. In questa prospettiva, osserva Pira, non basta introdurre il digitale nella didattica: serve integrare comunicazione, emozione, cittadinanza e relazione.
L’indagine condotta dall’autore attraverso interviste a dirigenti e docenti italiani restituisce una mappa di come la scuola stia affrontando la sfida, tra sperimentazioni innovative e difficoltà strutturali. Un passaggio che, secondo Pira, conferma quanto le tecnologie abbiano ormai trasformato non solo i linguaggi della comunicazione, ma anche i modi di giocare, apprendere e socializzare. La tecnologia, dice, non è più un mezzo: è un ambiente relazionale.
La prefazione di Pier Cesare Rivoltella, ordinario di Didattica e Tecnologie dell’educazione all’Università di Bologna, inserisce il lavoro dentro la cornice più ampia della tarda modernità, segnata da una pervasività dei media che richiede nuove risposte educative, in particolare per famiglie e adolescenti.
Con oltre ottanta pubblicazioni, una lunga esperienza internazionale e un impegno costante nella ricerca sociologica, Pira conferma con questo volume la sua attenzione verso i nodi cruciali dell’educazione contemporanea.