Giornata mondiale del libro 2026: perché i giovani scelgono ancora la carta?

Il 23 Aprile si celebra la Giornata del Libro. Tra la Via dei Librai e il punto di vista dell’editore di kalos: un viaggio nella resistenza del libro cartaceo nell’era digitale

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Il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore. Tra eventi come la Via dei Librai a Palermo e il punto di vista dell’editore di kalos, un viaggio nella resistenza del libro cartaceo nell’era digitale

Il 23 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, un appuntamento promosso dall’UNESCO che ogni anno riaccende i riflettori su un oggetto tanto antico quanto sorprendentemente attuale: il libro. In un’epoca dominata da schermi, notifiche e contenuti istantanei, questa ricorrenza invita a riflettere non solo sul valore della lettura, ma anche sul significato profondo del diritto d’autore e sulla filiera culturale che tiene viva la parola scritta.

A Palermo, questo spirito si è già acceso nei giorni precedenti con La Via dei Librai, la manifestazione che dal 17 al 19 aprile ha trasformato il Cassaro Alto in una vera e propria libreria a cielo aperto. Tra stand, incontri con autori e presentazioni, il cuore storico della città è diventato un crocevia di storie e idee. E proprio il 23 aprile, in occasione della giornata mondiale, è previsto un ulteriore momento dedicato al libro, a testimonianza di un fermento culturale che non si esaurisce in un solo evento ma continua a coinvolgere lettori, editori e curiosi.

Non è un caso che la data del 23 aprile sia simbolica: coincide con la scomparsa di grandi autori come William Shakespeare e Miguel de Cervantes, due pilastri della letteratura mondiale. Un richiamo potente alla memoria, alla creatività e alla necessità di proteggere le opere dell’ingegno, oggi più che mai esposte a una circolazione veloce e spesso incontrollata.

Ma cosa significa davvero parlare di libri nel 2026? E soprattutto: perché, nonostante tutto, i giovani continuano a scegliere la carta?

Il libro cartaceo nell’era digitale rappresenta una resistenza culturale. Nel tempo degli ebook, degli audiolibri e delle piattaforme digitali, il libro cartaceo non è scomparso. Al contrario, continua a rappresentare una scelta consapevole, quasi controcorrente. Sfogliare una pagina, sottolineare un passaggio, sentire il peso di un volume tra le mani: sono esperienze sensoriali che il digitale non riesce a replicare completamente.

Sempre più ragazzi riscoprono il piacere di leggere su carta, trasformando il libro in un oggetto personale, da vivere e da custodire. Non si tratta solo di nostalgia, ma di un vero e proprio bisogno di rallentare, di creare una relazione più intima con il testo. In questo senso, la lettura diventa un atto di resistenza culturale.

Il ruolo delle case editrici oscilla tra innovazione e tradizione, trovando il giusto e necessario equilibrio, per custodire un prezioso passato, aprendo le porte al futuro. Infatti, le case editrici oggi si muovono su un doppio binario: da un lato investono nel digitale, dall’altro continuano a credere nella stampa. Realtà come Kalos Edizioni rappresentano bene questo equilibrio, puntando su prodotti editoriali curati, spesso legati al territorio e alla valorizzazione culturale.

Stampare libri oggi non è solo una scelta economica, ma anche educativa. Significa offrire ai lettori – soprattutto ai più giovani – uno strumento concreto per costruire un rapporto duraturo con la lettura. Il libro diventa così un oggetto che si può regalare, tramandare, ritrovare dopo anni con lo stesso fascino di sempre.

Le librerie e gli autori oggi divengono presìdi culturali, custodi della memoria, del tempo e di un modo di avvicinarsi alla cultura che andrebbe tramandato e non sostituito. Accanto agli editori, resistono e si reinventano anche le librerie indipendenti e gli autori. Le prime diventano luoghi di incontro, di dialogo, di scoperta; i secondi continuano a raccontare storie capaci di attraversare generazioni.

Intervistare librai, editori e scrittori in occasione di questa giornata può offrire uno spaccato autentico di questa “resistenza della carta”. Non si tratta solo di difendere un supporto, ma di preservare un modo di pensare, di immaginare, di costruire conoscenza. Quindi, educare alla lettura, specialmente in riferimento alle nuove generazioni, può sempre più considerarsi una sfida ancora aperta.

Infatti, la vera domanda non è se il libro sopravviverà, ma come continuerà a essere significativo. Educare i giovani alla lettura significa andare oltre l’obbligo scolastico, trasformando il libro in uno spazio di libertà.

Rileggere un romanzo dopo anni, ritrovare tra le pagine annotazioni dimenticate, regalare un libro con una dedica: sono gesti semplici, ma carichi di significato. In un mondo che consuma rapidamente contenuti, il libro insegna a fermarsi, a riflettere, a tornare indietro.

In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, abbiamo raccolto il punto di vista di chi ogni giorno lavora per dare forma concreta alle idee, trasformandole in pagine da leggere, conservare e tramandare. Tra queste voci, quella di Giovanni Lo Giudice, dal 2018 editore della Casa Editrice Kalos Edizioni, realtà che negli anni si è distinta per un progetto editoriale fortemente legato alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e identitario della Sicilia.

Kalos non è solo una casa editrice, ma un laboratorio culturale che intreccia ricerca, cura estetica e attenzione ai contenuti, con uno sguardo capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Pubblicazioni raffinate, attenzione al territorio e una visione editoriale che punta alla qualità più che alla velocità: è questa la forma mentis che guida il lavoro di Lo Giudice e del suo team. In un tempo in cui il digitale sembra dominare ogni ambito, la scelta di continuare a investire nel libro cartaceo diventa così una dichiarazione di intenti, ma anche una responsabilità culturale.

A lui abbiamo rivolto alcune domande per comprendere meglio il ruolo dell’editoria oggi, il rapporto con i giovani lettori e il significato profondo del “fare libri” in un’epoca che cambia rapidamente.

Perché oggi, nell’era digitale, continuate a investire nel libro cartaceo? È una sfida o una scelta culturale?

«Sicuramente è una scelta culturale e, in ogni caso, non una sfida. Crediamo fermamente nel libro cartaceo, su cui crediamo di dover ancora investire. Sebbene stiamo vivendo in un periodo di grande cambiamento, il libro cartaceo continua ad essere un punto saldo che vogliamo continuare a realizzare. Quando fu inventata la stampa, si pensava che fosse un’alternativa alla tradizione orale. Il tempo ha dimostrato che entrambe convivono, così come in futuro conviveranno i libri cartacei e quelli digitali».

Cosa spinge ancora i giovani a scegliere un libro fisico rispetto a un contenuto digitale?

«Oltre alla cura del contenuto per i giovani è importante anche il libro stesso, in quanto oggetto bello da conservare, da avere tra le mani, da rileggere, da sfogliare. Kalós ha sempre tenuto particolarmente, come d’altronde suggerisce il nome stesso, alla cura estetica del libro, rendendolo un oggetto bello e prezioso da possedere, oltre che da leggere».

In che modo una casa editrice può contribuire a educare e affascinare le nuove generazioni al valore della lettura?

«Il ruolo della casa editrice è quello di dare voce ad autori che hanno idee e valori positivi da divulgare. Per questo occorre sicuramente grande attenzione ai contenuti, che devono essere attuali, affascinanti e istruttivi. Cito la frase che sintetizza il nostro modus operandi e che è diventata il nostro slogan: “Il posto più bello in cui sono stato è dentro un libro”».

Dunque, questa giornata è anche un’occasione per ricordare che dietro ogni libro c’è un lavoro creativo che va tutelato. Il diritto d’autore non è solo una norma giuridica, ma un riconoscimento del valore delle idee e della fatica intellettuale.

Sostenere i libri significa anche rispettare chi li scrive, li traduce, li pubblica. In un tempo in cui tutto sembra accessibile e replicabile, difendere il diritto d’autore è un atto di responsabilità culturale.

La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore non è quindi una celebrazione nostalgica, ma uno sguardo lucido sul presente. Racconta una realtà in cui la carta non è superata, ma scelta. Una realtà fatta di editori che resistono, di lettori che cercano profondità, di storie che continuano a trovare spazio, pagina dopo pagina.

In un mondo che corre veloce, il libro resta uno dei pochi strumenti capaci di fermare il tempo. La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore diventa così non solo una celebrazione, ma un invito concreto a riscoprire il valore della lettura come esperienza profonda e duratura. Che sia su carta o in digitale, leggere significa costruire pensiero, allenare lo sguardo critico, custodire memoria. Ma è nella fisicità del libro che molti continuano a trovare un rifugio autentico: un luogo da abitare, da rileggere, da condividere.

E forse è proprio qui che si gioca la sfida, o meglio, la possibilità dell’editoria contemporanea: non scegliere tra passato e futuro, ma tenere insieme entrambi, continuando a credere che ogni storia meriti di essere raccontata. E soprattutto, letta.

Federica Dolce

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