Yoga e benessere olistico: la nuova “religione laica” dei palermitani

Lo yoga e le discipline olistiche hanno smesso di essere una moda per pochi iniziati e si sono trasformati in un vero e proprio fenomeno mainstream, capace di riconfigurare il rapporto dei palermitani con il proprio tempo, con la città e con se stessi

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Tra tappetini, respiro e luoghi d’arte, Palermo si trasforma in una capitale silenziosa del benessere. Non è solo fitness: è una filosofia di vita che contagia professionisti, studenti e famiglie. E i numeri (e i luoghi) lo dimostrano.

C’era una volta il bar come luogo di socialità e rito collettivo. Oggi, per una fetta crescente della città, il nuovo rito laico si consuma su un tappetino, a testa in giù, immersi nel silenzio del Foro Italico o tra le sale affrescate di Palazzo Branciforte. Lo yoga e le discipline olistiche hanno smesso di essere una moda per pochi iniziati e si sono trasformati in un vero e proprio fenomeno mainstream, capace di riconfigurare il rapporto dei palermitani con il proprio tempo, con la città e con se stessi.

Un boom di offerta e di luoghi

Basta fare un giro tra gli eventi in programma nei prossimi mesi per rendersene conto. Il momento clou dell’anno è lo Yoga Day Festival, in programma dal 20 al 22 giugno ai Cantieri Culturali alla Zisa. Tre giorni di pratica, musica e consapevolezza che porteranno a Palermo maestri internazionali come Dylan Werner (USA) e Dav Jones (UK), insieme ad Ambra Vallo e Federico Blardone. Un evento che, nelle intenzioni degli organizzatori, è dedicato alla “pace come pratica interiore e collettiva”. La scelta della location è emblematica: non una palestra anonima, ma uno degli spazi più rappresentativi della rinascita culturale della città.

Ma la vera rivoluzione è quella quotidiana, capillare. Da un lato spuntano nuovi centri olistici, come lo spazio “Oria-Dimensione Altra”, inaugurato il primo marzo scorso in via Michele Miraglia. Un progetto che, nelle parole dei fondatori, è dedicato allo “sviluppo armonico dell’essere umano attraverso il respiro vitale, il movimento consapevole e la ricerca interiore”. Non solo benessere, ma anche finalità sociale: in tutti i corsi attivati, infatti, sarà riservato un posto gratuito per un utente con Isee pari a zero.

La riconquista degli spazi urbani

A segnare il vero spartiacque, però, è l’appropriazione dei luoghi simbolo della città. È il caso di Yoga City, il progetto ideato dall’insegnante Desirée Burgio che porta la pratica dello yoga fuori dalle palestre e la immerge nel cuore di Palermo, tra arte, storia e natura. Le sessioni, della durata di 90 minuti, si svolgono all’alba e al tramonto in location iconiche: dal Foro Italico ai giardini più suggestivi. «Il mio approccio allo yoga è semplice e inclusivo – racconta Desirée Burgio – Credo che lo yoga sia un dono per tutti, indipendentemente dal livello di esperienza. Yoga City è il mio modo di restituire questa bellezza alla città».

Non solo aria aperta. La contaminazione più affascinante è quella con l’arte. Domenica 8 marzo, Palazzo Branciforte e Villa Zito hanno aperto le porte a “Yoga nell’Arte”, un progetto a cura di Civita Sicilia che ha visto i partecipanti muoversi tra le sale del museo con cuffie wireless, seguendo la guida di Desirée Burgio in un viaggio alla scoperta di sé tra le tele di Francesco Lojacono. Un’esperienza che unisce la contemplazione dell’arte alla pratica corporea, in un connubio che sembra destinato a ripetersi.

Un fenomeno che abbraccia tutte le età

Il benessere olistico a Palermo non ha età. Lo dimostra l’attività del Centro di Cultura Rishi, che al Parco della Salute al Foro Italico organizza sessioni regolari di yoga all’aperto, con un contributo di 7 euro a lezione o pacchetti scontati. Un’offerta accessibile che si rivolge a chiunque, dal principiante all’esperto, e che conferma come la pratica si stia radicando nel tessuto sociale. Non mancano poi i centri specializzati come Kenkō, in via Costantino, che vanta una media di 5/5 su cinque recensioni Google e offre un’atmosfera rilassante con personale altamente qualificato per pratiche di yoga e meditazione.

Perché questo boom?

Le ragioni di questa ascesa sono molteplici. C’è la risposta a uno stress urbano sempre più opprimente, la ricerca di un antidoto alla frammentazione della vita digitale e, forse, un bisogno di comunità autentica che le tradizionali aggregazioni non soddisfano più. Lo yoga, in questo senso, diventa una “religione laica”: non richiede dogmi né fedi prestabilite, ma offre un metodo, un ritmo, un appuntamento fisso con se stessi e con gli altri.

Ne sono convinti anche i tanti palermitani che già praticano. «Le classi sono eccellenti – si legge in una recensione su Vikasana Yoga – le insegnanti sono molto professionali e dedicate. Il posto è bello e l’accesso è facilissimo». Un’altra testimonianza arriva da un’esperienza di yoga all’Orto Botanico, organizzata dall’insegnante Emma: «Dalla prima volta, il calore e la professionalità di Emma mi hanno messo a mio agio. Praticare yoga in un ambiente così suggestivo, circondati dal verde e dai suoni pacifici della natura, è stato davvero magico». E ancora: «Le sue classi sono il mio momento di pace e relax della settimana».

Uno sguardo al futuro

Con l’avvicinarsi dell’estate e del grande appuntamento di giugno allo Yoga Day Festival, Palermo si prepara a ospitare una comunità di praticanti in arrivo dalla Sicilia, dall’Italia e dall’estero. Un’occasione per misurarsi con insegnanti internazionali, ma anche per scoprire che il vero miracolo forse è già accaduto: quello di una città che, posa dopo posa, respiro dopo respiro, ha trovato una nuova, silenziosa anima.

Sonia Sabatino

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