A Palermo esiste un “museo” del tempo sospeso: le catacombe dei Cappuccini. Si tratta di un cimitero sotterraneo che contiene una moltitudine di cadaveri mummificati, situati sotto al convento. Qui venne data sepoltura, dopo la mummificazione, ai cittadini di Palermo di un certo ceto sociale. Grandi gallerie scavate nel tufo, ospitano le nicchie con i cadaveri mummificati ed eretti, ciascuno dei quali è “catalogato” con un cartello che riporta il nome, il cognome e la data della morte. Questi saloni custodiscono circa 2.000 scheletri e corpi mummificati. Tra questi, stando ad una leggenda, ci sarebbe anche la salma del conte di Cagliostro, cercato ma invano da Napoleone quando visitò il convento.
All’interno delle catacombe si assiste ad uno spettacolo macabro, dove l’attenzione si concentra sulla piccola Rosalia Lombardo. “La bella addormentata”, denominata così, era la figlia di una facoltosa famiglia palermitana, fu imbalsamata dal dottor Alfredo Salafia per volontà del padre, afflitto dal dolore della perdita della figlia. La piccola Rosalia si trova in una teca in vetro, in ottimo stato di conservazione, con lunghe ciglia che si intravedono dagli occhi chiusi, un viso roseo, e delle ciocche bionde raccolte da un fiocco dorato, che lo adornano. Il suo corpicino si trova in fondo al primo corridoio delle catacombe, dentro la cappella di Santa Rosalia, tra le piccole bare dei corpi di altre due bambine. Rosalia era nata il 13 dicembre del 1918 e morì per una polmonite il 6 dicembre del 1920.
Ogni corridoio conserva i corpi suddivisi in base a professione, sesso e status sociale. Così esiste, tra gli altri, il corridoio delle donne, con corpi di donne vestiti con abiti e cuffiette ricamate. Mentre nella cappella del “Crocifisso” si trovano i cadaveri di giovani donne vergini. Nel corridoio degli uomini si trovano i cadaveri di uomini borghesi palermitani.
All’interno delle catacombe che si estendono su una superficie di circa 300 mq, esiste anche la cappella dei bambini e il corridoio dedicato alle famiglie. E ancora, il corridoio dei professionisti con mummie di medici, avvocati, pittori, ufficiali e soldati. Tra questi: il pittore Velasquez, gli scultori Filippo Pennino e Lorenzo Marabitti e il chirurgo Salvatore Manzella.
Tuttavia il nucleo più antico delle catacombe è costituito dal corridoio dei Frati Cappuccini, mummificati e che portano addosso il saio. C’è poi il corridoio dedicato ai prelati con ricchi abiti sacerdotali. Infatti il cimitero sotterraneo è nato proprio per ospitare i frati Cappuccini defunti. Fu nel 1597 che i frati decisero di dare vita ad un cimitero più grande. Così iniziarono lo scavo delle Catacombe. Lavori terminati a distanza di due anni.
Un luogo che fu decantato nei suoi “Sepolcri” da Ippolito Pindemonte, che le visitò il 2 novembre 1777. Talmente fu la gratitudine dei Palermitani per questa dedica che gli intitolarono via Pindemonte, la strada che conduce alla chiesa di Santa Maria della Pace e quindi al cimitero.
Le catacombe mettono in evidenza un patrimonio culturale che conserva usi, costumi e tradizioni della società palermitana che visse dal XVII al XIX secolo. Un patrimonio unico, che ha attirato molti intellettuali, poeti e scrittori come Alexandre Dumas, Mario Praz, Guy de Maupassant, Fanny Lewald e Carlo Levi.
Infine, poco distante, dalle catacombe, si trova la chiesa e il cimitero urbano, dove riposano le spoglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del romanzo “Il Gattopardo”.
Serena Marotta