Inquinamento a Termini Imerese: sversamenti sospetti nella zona industriale

Si tratta della costa nell'area di Contrada Canne Masche, nel cuore della zona industriale. Il fulcro della vicenda è un canalone situato nelle immediate vicinanze dell'aviosuperficie "Volo Club Albatros"

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La costa di Termini Imerese, in provincia di Palermo, si trova ad affrontare una nuova e preoccupante emergenza ambientale. Una segnalazione ufficiale e urgente, indirizzata all’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera e alla Prefettura di Palermo, denuncia una presunta situazione di inquinamento definita “grave e persistente” che sta colpendo l’area di Contrada Canne Masche, nel cuore della zona industriale. Il fulcro della vicenda è un canalone situato nelle immediate vicinanze dell’aviosuperficie “Volo Club Albatros”. Secondo quanto riportato nel documento sottoscritto dalle autorità locali, da questo canale fluirebbero direttamente nelle acque costiere sversamenti di un liquido scuro e maleodorante. Sebbene la natura della sostanza non sia stata ancora identificata con certezza, i primi sospetti ricadono su percolato o liquami.

Un fenomeno ricorrente

Ciò che desta maggiore allarme tra gli amministratori è la continuità del fenomeno. Il documento parla esplicitamente dell’“ennesima fuoriuscita” avvenuta nei giorni scorsi, a conferma del fatto che non si tratti di un episodio isolato, ma di una criticità ambientale che si protrae nel tempo, minacciando costantemente l’ecosistema marino prospiciente la zona industriale. La richiesta di intervento è stata firmata in modo congiunto dalla sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Francesco Paolo D’Angelo, dall’assessore all’Ambiente Giuseppe Di Maio e dall’onorevole del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, Luigi Sunseri. Le autorità cittadine chiedono con urgenza un’azione ispettiva e di controllo finalizzata a: identificare la natura del liquido e valutarne l’effettiva pericolosità; individuare con precisione la fonte di provenienza e i responsabili degli scarichi; accertare eventuali violazioni delle normative ambientali e marittime; adottare misure immediate per bloccare gli sversamenti e contenere il danno ambientale già in corso.

Terranova: «Chi inquina deve essere fermato»

«Non siamo di fronte a un fatto marginale né tollerabile – dice la prima cittadina – si tratta di un possibile grave attentato all’ambiente, al mare, alla salute pubblica e alla dignità del nostro territorio. Da anni ci siamo fatti parte attiva, più volte e con determinazione, segnalando il problema presso tutte le sedi competenti. Non abbiamo mai abbassato la guardia e non intendiamo farlo oggi». Terranova precisa che la tutela dell’ambiente non è uno slogan: «È un dovere istituzionale, un obbligo morale e una priorità assoluta». La prima cittadina pretende che venga accertata con urgenza la natura di questi sversamenti, la loro eventuale pericolosità e l’impatto che potrebbero avere sull’ecosistema marino e sulla popolazione. «È indispensabile individuare con precisione la fonte di provenienza ed eventuali responsabilità – aggiunge – Chi inquina deve essere fermato. Chi scarica in mare sostanze sospette deve essere identificato e perseguito senza esitazioni. Su questo non ci saranno compromessi, né silenzi, né tolleranza. Noi continueremo a vigilare e a denunciare, con fermezza e senza arretrare di un passo».

Il comandante Magaldi: «Segnalazioni saranno valorizzate da indagini investigative»

«Ci sono pervenute le segnalazioni dalle autorità locali. Queste saranno valorizzate con indagini investigative», commenta il comandante della Guardia costiera di Termini Imerese, Lorenzo Maria Magaldi. «Bisogna considerare anche gli arresti dei procedimenti passati. La Guardia costiera è fortemente impegnata sul tema ambientale così come dimostrano da ultimo le nostre recenti attività di polizia in tal senso».

Mario Catalano

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