Dopo l’inchiesta sui Data Center pubblicata sul nostro giornale a firma del vice direttore Roberto Greco – che potete leggere QUI -, la politica si è svegliata.
Giuseppe Antoci, parlamentare europeo e presidente della Commissione politica DMED, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo chiarimenti e interventi su un modello di sviluppo che potrebbe aggravare le fragilità strutturali del territorio siciliano dichiarando «Rischiamo un nuovo colonialismo energetico e digitale. Le risorse dell’isola non possono essere messe al servizio esclusivo delle Big Tech».
«La concentrazione di data center ad altissimo consumo energetico e idrico in una regione già segnata da emergenze infrastrutturali e scarsità di risorse rappresenta un rischio concreto – ha dichiarato Antoci -. Non possiamo permettere che la Sicilia diventi il luogo dove si estraggono energia e risorse senza adeguati benefici per le comunità locali».
«Esiste il pericolo di una nuova forma di colonialismo energetico e digitale – ha proseguito Antoci -. In particolare, preoccupa l’ipotesi che energia rinnovabile prodotta localmente venga destinata a infrastrutture private, sottraendo capacità alla transizione ecologica dei territori, dei servizi pubblici e delle famiglie». Nell’interrogazione, Antoci chiede se tale concentrazione sia compatibile con gli obiettivi del Green Deal europeo e quali strumenti la Commissione intenda adottare per tutelare i territori periferici da dinamiche di sfruttamento.