Tania Bellinetti morta un anno fa, al via il processo per l’ex per omicidio volontario aggravato

Era l'8 aprile del 2025 quando Tania Bellinetti precipitò dal balcone, terzo piano della sua abitazione di via Leone Tolstoi in zona Barca a Bologna. Adesso si attende il processo a carico del suo ex

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Per Tania Bellinetti si attende ancora giustizia. La donna è deceduta un anno fa precipitando dal balcone del terzo piano della sua abitazione di Bologna. Era l’8 aprile del 2025. E adesso si attende il processo per il suo ex, il tunisino 38enne Selmi Faez per omicidio volontario aggravato.

La donna aveva 47 anni e lavorava come cassiera in un centro commerciale del Bolognese ed era madre di due figli: un ragazzo di 23 anni e una ragazzina minorenne, affidata alla nonna. Tania in passato aveva denunciato il suo ex per maltrattamenti: era il 2018, e l’uomo fu indagato. Alla fine di quel procedimento giudiziario, Selmi fu condannato a 2 anni di reclusione per maltrattamenti, violenza privata, lesioni personali e stalking. Finito di scontare la pena, però, l’uomo era tornato a vivere nell’abitazione di Tania, nel 2022. Ma tutto sarebbe tornato come prima, le vessazioni del 38enne nei confronti della vittima non sarebbero terminate, al punto che la donna lo avrebbe di nuovo denunciato nel dicembre del 2025. In quell’occasione fu emessa a carico dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ordinanza che non fu eseguita perché, nel frattempo, Selmi si era reso irreperibile. Nei primi mesi del 2025, l’uomo ritornò a vivere con Tania, seppure la donna non lo volesse più in casa: in più occasioni avrebbe riferito ai parenti di non volerlo in casa perché aveva paura di lui.

Ma dopo la morte di Tania, l’uomo, di origini tunisine, fu rintracciato a Rennes, in Francia, e fu arrestato a luglio del 2025 su mandato di arresto europeo. Mandato emesso dal gip del Tribunale di Bologna in relazione alle accuse di maltrattamenti ai danni di Bellinetti. Poi a ottobre dello stesso anno, Selmi fu condannato a due anni e sei mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti di Tania Bellinetti. Processo che fu celebrato con la formula del rito abbreviato, che prevedeva lo sconto di un terzo della pena. Contestualmente però, nell’ambito delle indagini sulla morte della 47enne di bologna, fu a Selmi contestata l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Solo successivamente la Procura cambiò il capo d’accusa in omicidio preterintenzionale, si ipotizzò infatti che l’uomo avesse avuto un ruolo attivo nella morte della vittima, senza tuttavia aver avuto l’intenzione di ucciderla.

L’uomo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato nell’abitazione di Tania al momento della caduta. Dopo l’arresto in Francia , il tunisino si era avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Alla chiusura delle indagini, nel dicembre del 2025, la Procura di Bologna aveva confermato la contestazione dei reati: omicidio preterintenzionale e maltrattamenti. Per gli inquirenti le continue vessazioni ai danni di Tania, erano culminate negli eventi di martedì 8 aprile 2025 quando, nella casa di via Leone Tolstoi in zona Barca a Bologna, verso le 18, ci sarebbe stata l’ennesima lite tra i due, così come si evinceva dal disordine trovato dagli investigatori all’interno dell’appartamento, nonché da mobili rotti e oggetti per terra. Lite culminata con la vittima precipitata dal balcone di casa. Intanto, pochi minuti prima di morire, la donna aveva chiamato due volte la madre. Nelle due conversazioni aveva manifestato la sua prostrazione, chiedendole anche di potersi trasferire da lei, durante la seconda telefonata. Poi alle 18:22, la caduta dal balcone. Fu una vicina a sentire un forte rumore e, quando si affacciò alla finestra, vide il corpo della signora Bellinetti sul selciato, immobile.

Nel febbraio del 2026, alla fine delle indagini, la Procura di Bologna aveva chiesto il rinvio a giudizio per Selmi, accusato di omicidio preterintenzionale. Poi il 19 marzo, durante l’udienza preliminare, il pubblico ministero aveva presentato una nuova richiesta di rinvio a giudizio, stavolta, per omicidio volontario. Questo a seguito dei risultati di una nuova consulenza cinematica ordinata dagli inquirenti. Ciò che era emerso dalle analisi è che la caduta di Tania sarebbe stata riconducibile ad un’azione volontaria ad opera di un soggetto terzo.

Ora l’ex compagno di Tania, Selmi Faiez sarà processato per omicidio volontario aggravato. Così come ha stabilito la gup Roberta Malavasi all’esito dell’udienza preliminare. La prima udienza è fissata per l’8 giugno 2026.

Serena Marotta

 

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