L’antimicrobico-resistenza (AMR) è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) una delle dieci principali minacce alla salute pubblica globale. Non è un problema del futuro ma un’emergenza già in atto che rischia di riportarci in un’era “pre-antibiotica”, dove anche una banale infezione cutanea o un intervento chirurgico di routine potrebbero diventare letali.
Il fenomeno della resistenza avviene quando batteri, virus, funghi e parassiti cambiano nel tempo e non rispondono più ai medicinali, rendendo le infezioni difficili o impossibili da curare. Sebbene la resistenza sia un processo naturale di evoluzione biologica, l’attività umana lo ha accelerato in modo esponenziale.
In Europa, si stima che ogni anno oltre 35.000 persone muoiano a causa di infezioni resistenti ai farmaci. L’Italia, purtroppo, detiene uno dei primati negativi nel continente per numero di decessi legati a batteri resistenti, spesso contratti in ambito ospedaliero.
Le cause: un errore di valutazione collettivo
La crisi attuale è il risultato di decenni di gestione impropria. Innanzitutto un uso eccessivo negli esseri umani, perchè l’assunzione di antibiotici per curare infezioni virali (come influenza o raffreddore) non serve a nulla, eprchè il farmaco non ha alcun effetto. In molte parti del mondo, gli antibiotici vengono usati non per curare animali malati, ma per promuovere la crescita o prevenire malattie in ambienti sovraffollati. Inoltre sospendere l’assunzione non appena ci si sente meglio permette ai batteri più forti di sopravvivere, mutare e moltiplicarsi.
Il meccanismo biologico: come “imparano” i batteri
I batteri sono organismi estremamente adattabili. Possono sviluppare resistenza attraverso la mutazione genetica, perchè cambiamenti casuali nel loro DNA che li rendono immuni all’attacco del farmaco. Inoltre c’è una sorta di “scambio di informazioni” in cui un batterio resistente passa le istruzioni per la sopravvivenza a un altro batterio, anche di specie diversa.
Le conseguenze sulla medicina moderna
Senza antibiotici efficaci, l’intera impalcatura della medicina moderna vacilla. Procedure che oggi diamo per scontate diventerebbero ad altissimo rischio Tra questi i trapianti d’organo, dove il sistema immunitario viene soppresso, la chemioterapia, che rende i pazienti vulnerabili alle infezioni e infine gli interventi chirurgici: dal cesareo alle protesi d’anca.
Strategie di contrasto: l’approccio “One Health”
La soluzione non può essere solo medica, ma deve essere olistica, secondo il principio One Health, che riconosce come la salute umana, animale e ambientale siano interconnesse. Tra le azioni necessarie quella di incentivare le aziende farmaceutiche a creare nuove classi di antibiotici (ferme da decenni), monitorare i focolai di batteri resistenti negli ospedali e nelle comunità, sensibilizzare i cittadini sul fatto che l’antibiotico è una risorsa preziosa e non rinnovabile e infine migliorare il lavaggio delle mani e la sanificazione per prevenire il contagio alla radice.
Non solo una sfida scientifica
L’antimicrobico-resistenza non è solo una sfida scientifica, ma culturale. Richiede un patto tra medici, veterinari, politici e cittadini. Se non invertiamo la rotta, entro il 2050 l’AMR potrebbe causare 10 milioni di morti all’anno, superando il cancro come principale causa di decesso a livello mondiale.
Sonia Sabatino