A Palermo tornano le domeniche pedonali in via Libertà: verso una nuova idea di città vivibile con mobilità sostenibile

Tornano le domeniche pedonali in via Libertà a Palermo: mobilità sostenibile, nuova visione urbana e intervista all’assessore Maurizio Carta sulla città del futuro

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A Palermo tornano le domeniche a piedi lungo via Libertà, uno degli assi urbani più simbolici della città. Con la riattivazione dell’area pedonale temporanea nelle giornate festive, il Comune rilancia una misura che punta a restituire lo spazio pubblico ai cittadini e a rafforzare le politiche di mobilità sostenibile.

Il tratto interessato è quello compreso tra piazza Ruggero Settimo e piazza Mordini/Crispi, con chiusura al traffico della carreggiata centrale dalle 8 alle 20 nelle domeniche e nei giorni festivi. L’area sarà accessibile solo a biciclette e velocipedi, mentre restano garantiti alcuni attraversamenti. Contestualmente è previsto il divieto di sosta sulle corsie laterali in specifiche fasce orarie, con una gestione più flessibile resa possibile dall’installazione dei dissuasori a scomparsa.

Un intervento che si inserisce in una strategia più ampia: ridurre l’inquinamento, migliorare la qualità dell’aria e trasformare uno dei principali viali della città in uno spazio di socialità, incontro e fruizione lenta.

A chiarire il senso dell’intervento è l’assessore alla Mobilità sostenibile, Maurizio Carta.

Questa riapertura delle domeniche pedonali in via Libertà è un’iniziativa sperimentale o rappresenta l’inizio di un percorso più stabile verso una pedonalizzazione più ampia e strutturale dell’asse urbano?

«La riattivazione delle domeniche pedonali in via Libertà non è un episodio isolato né un semplice esperimento legato alla domenica pasquale, ma una misura strutturale che riguarderà tutte le domeniche e i giorni festivi. Ciò per consentire ai cittadini di riappropriarsi dello spazio pubblico in sicurezza e potendo godere del ritmo lento della ciclopedonalità anche per stare insieme, per fare acquisti, per godere di attività sociali e culturali che potranno essere organizzate in un futuro prossimo. – e aggiunge – Via Libertà è uno spazio simbolico e strategico, e la sua progressiva restituzione alla convivialità come boulevard non può che avvenire per fasi, attraverso una sequenza di azioni reversibili ma cumulative. In questo senso, le domeniche pedonali sono già parte di una politica pubblica, non un evento.»

Quali cambiamenti concreti vi aspettate per la città e per i cittadini in termini di vivibilità, traffico e qualità dell’aria, e come intendete evitare che il traffico venga semplicemente spostato nelle vie limitrofe?

«Ci aspettiamo effetti tangibili su più livelli. Sul piano della vivibilità, una riduzione del traffico veicolare comporta un immediato miglioramento della qualità dello spazio pubblico: meno rumore, più sicurezza, maggiore fruizione sociale. Sul piano ambientale, anche interventi temporanei contribuiscono alla riduzione delle emissioni locali e a una migliore qualità dell’aria, soprattutto se inseriti in una strategia ambientale più ampia come quella messa in atto insieme agli assessori Alongi e Falzone con la regia del Sindaco. – Carta aggiunge – Ma il punto cruciale è proprio quello che lei solleva: evitare l’effetto “traslazione del traffico”. Per questo non interveniamo su un solo asse, ma stiamo lavorando su un sistema integrato di misure. Innanzitutto, – chiarisce l’assessore –  il potenziamento del trasporto pubblico anche grazie alla generosa disponibilità di AMAT a dimezzare il prezzo del biglietto delle linee 101 e 102 che servono l’asse. Poi stiamo procedendo a una complessiva riorganizzazione della sosta, al rafforzamento della mobilità sostenibile, ampliando la rete tranviaria, e alla estensione della rete delle ciclovie per poter essere, progressivamente, una buona e sicura alternativa quotidiana all’automobile. La riduzione del traffico veicolare – dice l’assessore Carta – non si ottiene contrastandolo o spostandolo, ma riducendone volontariamente la domanda complessiva in presenza di migliori alternative. Questo richiede tempo, coerenza e continuità nelle politiche e una progressiva adesione della cittadinanza che, però, deve avere il tempo di adattarsi e, soprattutto, avere alternative valide e accessibili».

Queste scelte delineano una precisa idea di Palermo: qual è, secondo lei, il modello di città verso cui state andando e a quali esperienze europee vi ispirate realmente?

«Queste scelte delineano un’idea precisa di città. Palermo, nella mia visione e in quella del Sindaco, cristallizzata nelle Direttive generali per il nuovo Piano urbanistico generale, sta evolvendo verso un modello di città policentrica e della prossimità aumentata, in cui lo spazio pubblico non è residuale ma centrale, e in cui la mobilità non è solo spostamento ma qualità dell’esperienza urbana, in cui ognuno dei 25 quartieri si arricchisca di servizi di vicinato ma anche di funzioni attrattive per tutta la città. Solo così si evita la periferizzazione, la gentrificazione e la riduzione della qualità dell’abitare. Naturalmente, – aggiunge l’assessore Carta – ci ispiriamo a diverse esperienze europee, ma non in modo imitativo. Penso a città come Barcellona con le sue superilles, a Parigi con la città dei 15 minuti, a Marsiglia con la restituzione del centro storico ai cittadini, a Aalborg con la riappropriazione del waterfront, o a Milano con gli interventi tattici e le piazze aperte. Tuttavia, il nostro obiettivo – chiarisce l’Assessore Carta – non è replicare modelli, ma adattarli alla specificità palermitana, fare di Palermo stessa un laboratorio da cui altre città possano apprendere buone lezioni. Palermo ha una struttura urbana complessa, una forte dimensione relazionale e una straordinaria biodiversità sociale e culturale. Per questo lavoriamo verso una città più accessibile, più equa e più respirabile, in cui la mobilità sostenibile diventa uno strumento per costruire nuovi equilibri tra spazio, comunità e ambiente. – Conclude – In sintesi, non stiamo solo pedonalizzando una strada la domenica, ma stiamo ridefinendo il modo in cui gli abitanti, stabili o temporanei, stanziali o nomadi, si muovono e vivono la città».

L’obiettivo è chiaro e la direzione è verso una Palermo policentrica e sostenibile dove le nuove domeniche pedonali si inseriscono in una visione più ampia di trasformazione urbana. Una visione che riguarda l’intera struttura della città.  In questo modello, lo spazio pubblico torna centrale e la mobilità diventa qualità dell’esperienza urbana. Così, Via Libertà torna a essere molto più di un asse stradale: diventa un luogo da attraversare lentamente, da abitare, da riscoprire. E forse è proprio da qui, da una domenica senz’auto, che Palermo prova a immaginare il suo futuro.

Federica Dolce

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