Pesce d’aprile: anatomia di un inganno millenario

Ma da dove nasce questa tradizione che ci spinge ad attaccare sagome di carta sulla schiena del prossimo o a pubblicare notizie palesemente assurde?

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Dalla Francia di Re Carlo IX alle sponde del Gange: viaggio alle origini della beffa più celebre del calendario: il pesce d’aprile

Se oggi vi siete svegliati con un pizzico di diffidenza in più, non siete soli. Ogni primo di aprile, il mondo si trasforma in un palcoscenico dove la realtà è sospesa e lo scherzo diventa l’unica moneta corrente. Ma da dove nasce questa tradizione che ci spinge ad attaccare sagome di carta sulla schiena del prossimo o a pubblicare notizie palesemente assurde?

Non esiste un’unica “data di nascita” certificata, ma piuttosto un mosaico di leggende e mutamenti storici che convergono verso un’unica direzione: il passaggio delle stagioni.

La svolta del 1564: il calendario di gregorio e l’errore francese

La teoria più accreditata dagli storici del costume ci porta nella Francia del XVI secolo. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo (l’Annunciazione) e il 1° aprile.

Nel 1564, con l’Editto di Roussillon, Re Carlo IX decretò che l’anno nuovo dovesse iniziare ufficialmente il 1° gennaio. Non tutti, però, si adeguarono immediatamente. Molti tradizionalisti continuarono a scambiarsi doni e auguri in aprile, vuoi per abitudine o per ignoranza della nuova legge. Per sbeffeggiare chi era rimasto legato al vecchio calendario, iniziarono a consegnare pacchi vuoti o regali assurdi il primo d’aprile, chiamando le vittime “poisson d’avril” (pesci d’aprile). All’epoca, l’inizio di aprile coincideva spesso con il periodo della Quaresima, in cui la carne era vietata ma il pesce era concesso. Inoltre, in quel periodo il Sole usciva dal segno zodiacale dei Pesci.

Radici antiche: tra mitologia e riti di primavera

Sebbene la Francia sia la culla moderna della tradizione, le radici antropologiche scavano molto più a fondo. Lo scherzo d’aprile sembra essere l’erede di antichi riti pagani legati all’equinozio di primavera. Nell’antica Roma esisteva Hilaria, una festività dedicata a Cibele, una giornata di travestimenti e allegria sfrenata a fine marzo. Mentre nell’antica Grecia si celebrava il Mito di Proserpina e, il “vano cercare” della madre Cerere, è visto da alcuni come l’origine dei compiti impossibili affidati per scherzo.

L’evoluzione: da burla popolare a fenomeno mediatico

Dalla Francia, l’usanza ha attraversato la Manica nel XVIII secolo (diventando l’April Fools’ Day nel Regno Unito) per poi conquistare il resto d’Europa e l’America. Col tempo, la beffa è passata dal piano interpersonale a quello mediatico. Alcuni esempi storici restano negli annali del giornalismo. Celebre il caso lanciato dalla BBC nel 1957, il suo celebre servizio sugli “alberi di spaghetti” in Svizzera: migliaia di spettatori chiamarono per sapere come coltivarli. Ma vanno sicuramente ricordati sia l’annuncio del 1998 di Burger King del panino progettato appositamente per i mancini, il “Left-Handed Whopper”, sia, eravamo nel 2010, l’annuncio del cambio di nome di Google, che sarebbe diventato Topeka.

Un rito di passaggio

Oggi, il Pesce d’Aprile sopravvive come un raro momento di anarchia sociale permessa. In un mondo iper-connesso e spesso fin troppo serio, il 1° aprile ci ricorda che la verità è relativa e che, almeno per ventiquattro ore, farsi una risata alle spalle di qualcuno, o di se stessi, è l’unico modo per dare il benvenuto alla primavera. Perciò, oggi, occhio alla schiena, dunque: il prossimo “pesce” potrebbe essere proprio il vostro.

Roberto Greco

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