Ieri a Borgo Nuovo, a Palermo, si respirava aria di festa: è stato finalmente dato il via ai lavori di riqualificazione della chiesa San Paolo Apostolo, inagibile da 25 anni. Una mattinata all’insegna di un momento di festa appunto, così come lo ha definito padre Antonio Garau. Erano presenti alla cerimonia di avvio ai lavori, tra gli altri, il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, il sindaco Roberto Lagalla, il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e il commissario straordinario alle periferie Fabio Ciciliano.
Saranno eseguiti nella chiesa del quartiere periferico di Palermo, che sogna di “far parte” della città, i lavori di manutenzione straordinaria e risanamento strutturale, lavori nell’ambito degli interventi di rigenerazione urbana previsti dal “Decreto Caivano”.
«Insieme al sindaco Lagalla ho avuto la possibilità di venire qui – ha dichiarato il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi – ascoltare, conoscere, osservare e poi tornare a casa con uno stato d’animo che non poteva non portare all’appuntamento di stamattina. Ho ascoltato i professori, i genitori e ho ascoltato i ragazzi e ho raccolto i loro pensieri, i loro sentimenti, i loro sogni. Ho osservato il Cristo degradato e mortificato, ho osservato questa chiesa che da troppo tempo era il simbolo di una degenerazione umana che meritava una risposta forte, una risposta corale, una risposta di squadra, delle istituzioni tutte. Così Borgo Nuovo è entrato dentro questo progetto e stamattina ne celebriamo soltanto la tappa formale».
«L’avvio dei lavori di manutenzione straordinaria e risanamento della chiesa di San Paolo Apostolo, proprio in coincidenza con la Settimana Santa – ha detto il sindaco di Palermo Roberto Lagalla – rappresenta per noi un segnale dal forte valore simbolico e concreto. È un momento che parla di rinascita, di speranza e di impegno reale verso il futuro del quartiere Borgo Nuovo. Questo intervento non è un episodio isolato, ma si inserisce in un più ampio percorso di rigenerazione urbana che stiamo portando avanti con determinazione. Grazie al supporto del Governo nazionale e al lavoro della struttura commissariale, stiamo iniziando a restituire dignità, sicurezza e nuovi spazi alla comunità. I cantieri già avviati in aree importanti come largo Gibilmanna e Parco Tindari, insieme a quello della chiesa di San Paolo Apostolo, sono segnali concreti che dimostrano come qualcosa stia cambiando. Sono azioni visibili, tangibili, che raccontano una presenza dello Stato e dell’amministrazione che non si limita alle parole, ma si traduce in interventi reali. Vogliamo che questi segnali diventino un punto di riferimento per i cittadini, un motivo per guardare al futuro con maggiore fiducia». «Borgo Nuovo – ha concluso il primo cittadino di Palermo – merita attenzione, investimenti e opportunità, e questo è solo l’inizio di un percorso che continueremo a portare avanti con responsabilità e impegno».
Il progetto prevede una serie di interventi mirati e organici che interessano diverse porzioni del complesso parrocchiale. Nello specifico, i lavori si concentreranno su quattro macro-aree: porticato lato Campanile, porticato lato Battistero, campanile e corpo Chiesa.
«Oggi incominciamo il cantiere in un momento molto evocativo – dice il commissario straordinario periferie Fabio Ciciliano – perché oggi inizia la settimana Santa. Fa seguito al restauro del crocifisso che è stato già restituito alla comunità di Niscemi e alla Chiesa. Aspettiamo di accelerare il cantiere per restituire questa e anche altre realtà che sono all’interno del quartiere Borgo Nuovo». «Ritardi nel passato? L’importante è cominciare e andare avanti in maniera spedita – aggiunge Ciciliano – per recuperare quello che le periferie e le aree vulnerabili hanno perso nel tempo. È importante essere qui oggi perché i cittadini devono avere la prova tangibile della velocità dello Stato». Non solo ci sono le istituzioni a partecipare all’iniziativa, ma ci sono soprattutto i cittadini residenti nel quartiere e ci sono i giovani alunni della scuola Montalcini che hanno intonato l’Inno di Mameli. E tutti entro Natale del 2026 – questi i tempi previsti dei lavori – potranno finalmente prendere parte alla messa dentro la chiesa di San Paolo Apostolo.