“I miei primi vent’anni”. I Love Sicilia, il futuro tra memoria e una nuove narrazioni

Un pomeriggio di memoria, ricordi e traguardi raggiunti che sono stati il fil rouge di un talk strutturato in tre momenti tematici di confronto tra istituzioni, accademia e impresa

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I Love Sicilia celebra 20 anni con la donazione dell’intera collezione dei suoi numeri alla Biblioteca dell’ARS. Un compleanno speciale tra istituzioni, cultura e futuro per raccontare la sicilia contemporanea

Esiste una Sicilia che resiste ai luoghi comuni, che si sottrae alle narrazioni facili e sceglie di raccontarsi attraverso i suoi protagonisti, i suoi luoghi migliori e la sua cultura. È questa la Sicilia che emerge con forza nell’evento “I Love Sicilia – 20 anni di visioni. Un manifesto per il futuro”, ospitato nella Sala Mattarella di Palazzo Reale a Palermo.

Un appuntamento che non è stato soltanto celebrativo, ma profondamente simbolico: la donazione dell’intera collezione del mensile I Love Sicilia alla Biblioteca dell’Assemblea Regionale Siciliana segna infatti un passaggio di memoria e responsabilità. Vent’anni di racconti, volti, imprese e territori che entrano a far parte del patrimonio pubblico, diventando strumento di studio e ispirazione.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Marianna Caronia, presidente della Commissione Biblioteca dell’ARS che ha dichiarato:«La commissione di Vigilanza della Biblioteca dell’Assemblea regionale siciliana ha presentato un’iniziativa di grande rilievo: l’acquisizione al patrimonio dell’emeroteca dell’intera collezione del mensile I Love Sicilia, dal primo numero fino ad oggi e con prospettiva di aggiornamento futuro». «Si tratta – prosegue Caronia – di un passaggio non secondario, perché segna un ulteriore passo nell’apertura della Biblioteca dell’Assemblea verso strumenti e contenuti capaci di raccontare i cambiamenti della società. Accogliamo una donazione preziosa, frutto anche della lungimirante intuizione del suo fondatore, Francesco Foresta, che sarà ricordato in questa occasione».

L’onorevole Caronia precisa: «La collezione arriva già catalogata e consultabile anche in formato digitale, rendendo più agevole la fruizione da parte degli utenti. È una scelta coerente con l’idea di una Biblioteca parlamentare sempre più flessibile, moderna e al passo con i tempi». «La Biblioteca dell’Arsaggiunge – nasce come struttura a supporto dell’attività legislativa, rivolta prevalentemente all’utenza interna. Tuttavia, negli ultimi anni, grazie anche all’impulso della Commissione di vigilanza, si è progressivamente aperta all’esterno, offrendo a studiosi e cittadini un patrimonio documentario di grande valore e spesso difficilmente reperibile altrove».

«In questo contesto – continua Caronia – l’emeroteca rappresenta un punto di forza, con raccolte prestigiose come L’Ora e il Giornale di Sicilia, oggi disponibili anche in formato digitalizzato grazie a specifici protocolli d’intesa. L’ingresso di un mensile di lifestyle come I Love Sicilia rappresenta una novità significativa: per la prima volta affianchiamo alle tradizionali pubblicazioni giuridiche ed economiche uno strumento capace di raccontare, spaziando dall’imprenditoria alla cultura, dall’innovazione al costume, fino ai territori e alle eccellenze in modo trasversale, l’evoluzione della società siciliana negli ultimi vent’anni».

Oltre alla Presidente Caronia, sono intervenute per i saluti istituzionali le altre due componenti della Commissione Biblioteca dell’ARS, Valentina Chinnici e Roberta Schillaci, che hanno accolto la donazione, seguite dall’intervento del Segretario Generale dell’ARS, Fabrizio Scimè, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa e Michele Balistreri, direttore della Biblioteca dell’Ars che ha evidenziato l’importanza di custodire una testimonianza editoriale che, negli anni, ha saputo raccontare la Sicilia migliore, quella che si afferma e produce, che crea e non si commisera.

Ha aperto i lavori un video di archivio in cui il fondatore Francesco Foresta, scomparso prematuramente undici anni fa, ha raccontato la storia del gruppo editoriale da lui fondato e di cui ha presentato i prodotti di punta, dalla nascita di I Love Sicilia a S, passando per Il Palermo e fino a Livesicilia, il primo quotidiano siciliano on line della regione. Visione, futuro e condivisione. Perché come dice il Direttore Foresta: “Ad ogni notizia c’è una storia da raccontare”.

Tra i momenti più intensi, l’intervento di Giuseppe Amato, socio fondatore del gruppo editoriale, che ha voluto ricordare Francesco Foresta. Un ricordo carico di emozione, che restituisce il senso più autentico di questo progetto editoriale: uno spazio libero, capace di dare voce a chi, in Sicilia, produce valore.

Ed è proprio lungo questa linea che si inserisce il cuore dell’evento: la visione di una Sicilia che cresce, che vuole esportare il meglio di sé, che sceglie di raccontare il territorio attraverso le sue eccellenze. Dalla cultura all’imprenditoria, dall’architettura al food, fino a quel racconto contemporaneo di Lifestyle: concreto, identitario e capace di dialogare con il mondo.

Un pomeriggio di memoria, ricordi e traguardi raggiunti che sono stati il fil rouge di un talk strutturato in tre momenti tematici di confronto tra istituzioni, accademia e impresa.

Nel primo panel, dedicato al tema “La Sicilia tra racconto e responsabilità”, Michela Giuffrida, direttrice editoriale di I Love Sicilia, ha aperto una riflessione con il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, Lino Morgante, editore de Il Giornale di Sicilia e La Gazzetta del Sud, e Francesco Pira, professore di Sociologia dei processi culturali dell’Università di Messina su come il destino della Sicilia passi anche da come la si racconta. Un racconto che deve essere consapevole, rigoroso, ma soprattutto capace di restituire complessità e valore.

Il secondo talk ha spostato l’attenzione sul concetto di “costruire ponti tra talento e opportunità”, interrogandosi sul ruolo della Sicilia nel Mediterraneo. L’intervento di Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ha evidenziato la necessità di costruire un’alleanza concreta tra istituzioni e imprese, per trasformare l’isola da periferia a piattaforma strategica.

Infine, il terzo panel, dal titolo evocativo “Il vero lusso è il tempo”, con l’architetto Antonio Iraci, ha posto al centro il tema della sostenibilità e della qualità della vita, immaginando una Sicilia capace di guidare il cambiamento nei prossimi vent’anni, valorizzando le comunità e il territorio.

Al centro dell’evento, la voce della direttrice di I Love Sicilia, Donata Agnello che ha tracciato il percorso e le prospettive future del magazine, sottolineando come la missione resti invariata: raccontare una Sicilia autentica, dinamica, capace di stupire.

«Quando ho raccolto il testimone di Francesco, ho ereditato una creatura da custodire. Oggi dopo 10 anni, grazie al supporto di una squadra straordinaria che ringrazio, il mio ruolo è cambiato. Non sono più solo custode di una memoria, ma genitore orgoglioso di una testata di cui è stato riconosciuto il valore documentale. Per noi questo non è un punto di arrivo, ma l’avvio di una nuova fase, un passaggio di testimone del nostro archivio digitale, un patrimonio che testimonia i cambiamenti e le trasformazioni di tutta la regione egli ultimi due decenni, che da privato diventa patrimonio collettivo. A disposizione di chiunque voglia conoscere o scoprire cone e quanto qursta regione sia cambiata nell’ultimo ventennio».

Ecco perchè questo compleanno diventa un manifesto, appunto. Perché raccontare la Sicilia migliore non è un esercizio retorico, ma un atto politico e culturale. Significa scegliere di dare spazio a chi ogni giorno porta avanti il territorio con dignità, talento e visione.

«La Sicilia di cui ci siamo innamorati nel 2006 è diventata grande, e noi siamo pronti a raccontare quanto lontano può ancora arrivare» conclude Donata Agnello.

In questi vent’anni, I Love Sicilia ha costruito un archivio vivo. Una narrazione alternativa che oggi, grazie alla donazione, diventa patrimonio condiviso. E da qui si riparte, con una consapevolezza nuova: il racconto può cambiare il destino di una terra.

Federica Dolce

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