La Sicilia dei paradossi: oltre 22 mila progetti e 14 miliardi di euro non bastano ancora a scalare la classifica della sostenibilità, con l’isola che resta fanalino di coda in 11 obiettivi su 14 dell’Agenda 2030
È questa la fotografia scattata nel Rapporto ASviS 2026. Una regione destinataria di investimenti massicci ma ancora distante dai target nazionali ed europei. Oggi è un enorme cantiere: sono stati attivati 22.177 progetti per un valore di 10,4 miliardi di euro derivanti dal solo Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che salgono a14,7 miliardise si sommano i finanziamenti pubblici e privati associati. A questi si aggiungono altri 5,7 miliardi (6,7 totali) per misure condivise con altre regioni. Gli investimenti si concentrano principalmente sul Goal 9 (Imprese e Innovazione), che assorbe il 25,4% dei fondi (2,6 miliardi Pnrr), seguito dal Goal 7 (Energia) con il 21% (2,1 miliardi Pnrr) e dal Goal 11 (Città sostenibili) con il 15%. Nonostante questa pioggia di risorse, mancano ancora 1,8 miliardi di euro di investimenti specifici per raggiungere gli 11 obiettivi quantitativi analizzati, pari a circa 374 euro pro-capite.
L’emergenza istruzione: il record negativo della dispersione
Il dato più allarmante riguarda l’istruzione (Goal 4): la Regione guidata da Renato Schifani detiene il tasso di uscita precoce dal sistema scolastico più alto d’Italia, con oltre uno studente su cinque che ha abbandonato gli studi nel 2021. Sebbene il Pnrr stia investendo circa 1,17 miliardi di euro in questo settore, le misure non sembrano sufficienti a garantire il raggiungimento del target del 9% entro il 2030. Anche la disponibilità di asili nido è, ad oggi, la più bassa d’Italia, sebbene si preveda un miglioramento significativo grazie ai nuovi fondi. Per quanto riguarda l’università, le borse di studio e gli alloggi rimarranno lontani dalla media europea, attestandosi rispettivamente al 22% e all’11%.
Lavoro e povertà: un’isola che fatica a ripartire
Sul fronte economico, la Sicilia registra il tasso di occupazione minore d’Italia (Goal 8), con un numero di Neet (giovani che non studiano e non lavorano) particolarmente elevato e privo di miglioramenti significativi. Gli investimenti previsti dal Piano riusciranno a potenziare solo un terzo dei Centri per l’impiego presenti sull’isola. Una nota di speranza arriva dal Goal 1 (Povertà): sebbene il rischio di povertà o esclusione sociale sia tra i più alti del Paese, si registra una netta riduzione del fenomeno negli anni, con il Pnrr che punta ad assistere oltre il 40% dei senzatetto e a riqualificare più di 400 alloggi sociali.
Infrastrutture, acqua e trasporti: tra sprechi e alta velocità
La crisi idrica siciliana (Goal 6) resta drammatica: oltre il 50% dell’acqua immessa nel sistema viene dispersa a causa dell’inefficienza delle reti, con un trend in costante peggioramento. Per contro, grandi manovre sono in corso per la mobilità: il progetto faro è la realizzazione della linea ad alta velocità Palermo-Catania. Nel trasporto pubblico locale, dove la Sicilia mostra forti carenze, il Pnrr finanzierà la sostituzione di oltre il 50% del parco autobus attuale con mezzi a zero emissioni. Positivo, invece, il dato sul rischio alluvioni: solo il 3% della popolazione è esposto, un valore già ampiamente al di sotto dell’obiettivo del 9%.
La giustizia e il divario digitale
La situazione istituzionale (Goal 16) resta problematica: i procedimenti civili nell’isola durano più della media nazionale e i progressi sono troppo limitati per sperare nel raggiungimento dei target di efficienza. A questo si aggiunge un aumento delle truffe e delle frodi informatiche e una riduzione della partecipazione sociale. Tuttavia, la Sicilia corre sul fronte digitale: si rilevano progressi consistenti nella copertura della rete Gigabit, che, se confermati, consentiranno di raggiungere l’obiettivo del 100% entro il 2030.
Mario Catalano