Nelle giornate del 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati ad esprimersi attraverso il voto per ilreferendumconfermativo della modifica costituzionale sul tema: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Le ultime settimane sono state caratterizzate da un inasprimento delle posizione di chi supporta i due schieramenti. Ma la cosa più importante rimane sempre il fatto che il cittadino, per poter entrare nella cabina elettorale ed esprimere il suo voto, sia informato. A tal proposito abbiamo intervistato l’avvocato Dario Greco, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.
Avvocato, inizierei con una domanda facile. Come voterà al referendum sulla riforma della giustizia e perchè?
«Certamente Sì. È arrivato il tempo di metterci alle spalle l’ordinamento giudiziario fascista, che prevedeva l’unicità delle carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri. D’altra parte fino al 1988 abbiamo avuto il processo penale inquisitorio, dove i ruoli tra Giudice e Accusa si confondevano con la presunzione di colpevolezza dell’imputato. Oggi abbiamo il processo accusatorio, con la parità delle parti innanzi al Giudice terzo e imparziale. L’Italia è ancora oggi un’eccezione rispetto alle altre democrazie occidentali, dove le carriere sono chiaramente separate. Ritengo che sia meglio stare in compagnia di Francia, Germania e Regno Unito, piuttosto che di Russia, Romania e Bulgaria».
Entriamo nel vivo della riforma. Il cuore sembra essere la separazione delle carriere. La riforma, se vincerà il SI al referendum, creerà due carriere distinte e separate sin dall’inizio. Chi entrerà in magistratura dovrà scegliere subito quale funzione svolgere, senza possibilità di cambiare ruolo in seguito. Attualmente quanti magistrati passano da una carriera all’altra? Sulla base della sua esperienza quali potranno essere gli aspetti negativi? Potrà generare vincoli, anche politici, all’operato dei magistrati?
«Escludiamo innanzitutto che la riforma possa generare vincoli politici nei confronti dei magistrati; anzi rafforza l’indipendenza e l’autonomia di ogni singolo Giudice e di ogni singolo Pubblico Ministero. Chi dice che il Pubblico Ministero sarà assoggettato al Governo dimostra di non avere letto l’art. 104, oppure è chiaramente in mala fede. Quello del Giudice e del Pubblico Ministero sono due mestieri del tutto differenti ed è giusto che esistano 2 concorsi diversi. Ma poi il vero problema non è il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente o viceversa; il problema è che inammissibile che le promozioni, le valutazioni di professionalità, i trasferimenti, la formazione dei Giudici debbano essere decisi dai Pubblici Ministeri.Come vedremmo un arbitro di una partita di calcio, che al termine delle partita debba ricevere la valutazione del suo operato da una delle due squadre in campo?».
Oggi esiste un unico Consiglio Superiore della Magistratura che gestisce sia i giudici che i PM. La riforma prevede l’istituzione di due diversi CSM: uno per i magistrati giudicanti e uno per i magistrati requirenti. Entrambi resteranno presieduti dal Presidente della Repubblica. A cosa servirà questa scelta? La ritiene utile?
«La scelta di creare due CSM è dovuta allo spirito della riforma di rafforzare l’indipendenza e l’autonomia dei Giudici e dei Pubblici Ministeri, senza condizionamenti reciproci. Nel passato vi era chi sosteneva che non vi fosse bisogno di un CSM per il Pubblici Ministeri; ma bene ha fatto la riforma a prevederne due, proprio per evitare ogni equivoco».
Attualmente i membri “togati” del CSM vengono eletti dai loro colleghi. La riforma, invece, introdurrà il sorteggio per la selezione dei componenti, con l’obiettivo dichiarato di contrastare il “correntismo”. Il sorteggio riguarderà sia la componente dei magistrati, sia i membri “laici”. Non si rischia di privilegiare la “sorte” e non la competenza?
«Il sorteggio è uno strumento già previsto dal nostro Ordinamento. I Giudici popolari delle Corti d’Assise (ossia per i reati più gravi) sono estratti a sorte; i componenti del Tribunale dei Ministri sono estratti a sorte; i Giudici che integrano la Corte Costituzionale per il procedimenti contro il Presidente della Repubblica sono sorteggiati. In ogni processo, penale, civile o amministrativo, il Giudice è scelto con un meccanismo sostanzialmente casuale. Se un Giudice mi può condannare all’ergastolo, credo che sia in grado di valutare se un suo collega sia bravo oppure no. Tra l’altro il sorteggio per il CSM lo chiedevano a gran voce Travaglio nel 2021 e Gratteri nel 2022, proprio per evitare il dominio delle correnti nel CSM, che, non dimentichiamolo, bocciò per ben due volte Giovanni Falcone».
Oggi le sanzioni disciplinari per i magistrati che commettono errori o illeciti professionali sono decise da un’apposita sezione del CSM. La riforma prevede di istituire un organo esterno e indipendente, l’Alta Corte, che avrà il compito esclusivo di giudicare i magistrati dal punto di vista disciplinare. Sarà composta sia da magistrati che da professori o avvocati scelti per sorteggio/nomina parlamentare. Cosa cambierà rispetto alla situazione attuale?
«Da diversi anni vi è la tendenza negli ordinamenti professionali di separare l’organo di governo da quello disciplinare. Noi avvocati abbiamo il Consiglio Distrettuale di Disciplina, che è diverso dal Consiglio dell’Ordine e non è eletto dalla base; nelle altre professioni i Consigli di Disciplina sono designati dal Presidente del Tribunale. Non vedo davvero la ragione per mantenere la giustizia disciplinare dei magistrati all’interno dei CSM. D’altra parte, il PD aveva scritto dell’Alta Corte anche nel suo programma elettorale del 2022, così come aveva scritto della separazione delle carriere. Oggi ha cambiato idea per contrastare la Meloni, dimostrando così secondo me scarso rispetto per la Costituzione.Lo sa che un giudice siciliano è stato condannato per avere comprato e rivenduto varie volte automobili da una persona da lui processata e assolta per favoreggiamento alla mafia; quella stessa persona che aveva pure prestato allo stesso giudice per un anno una Porsche Cayenne. La sanzione del CSM è stata la perdita di 2 anni di anzianità. Non sembra un troppo poco?».
Dulcis in fundo. Cosa cambierà per il cittadino? Queste misure riusciranno a snellire i tempi processuali?
«Penso che tutti coloro che hanno subito un processo penale abbiano avuto la percezione che il Giudice e il Pubblico Ministero sono dalla stessa parte. Questa riforma consentirà di avere una Giustizia più giusta, più umana e dalla parte del cittadino. Per quanto riguarda i tempi dei processi, essi sono principalmente dovuti alla disorganizzazione dei nostro Palazzi di Giustizia. Credo che togliendo alle logiche clientelari delle correnti le nomine dei capi degli uffici giudiziari, avremo una Giustizia più efficiente. E poi ritengo che nessuna voglia processi frettolosi che mandano in galera persone innocenti, come troppo spesso avviene con la custodia cautelare».
Roberto Greco