Castello di Maredolce, simbolo di rinascita

Il castello arabo-normanno sorge nel cuore del quartiere Brancaccio di Palermo. Un quartiere che si trova nella II circoscrizione e che comprende alcune località, come quella dei Ciaculli, nota per la coltivazione del mandarino tardivo

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Il castello di Maredolce sarà adottato dall’istituto comprensivo Sara Campanella per “Panormus adotta la città” per valorizzare il patrimonio storico di questo sito, nei weekend del mese di maggio, per sei appuntamenti. Tutto questo oggi è possibile grazie al lavoro incessante dei volontari dell’associazione “Castello e Parco di Maredolce”, guidata dal presidente Domenico Ortolano e dalla vicepresidente Giusi Scafidi, con la collaborazione dei volontari che fanno parte dell’associazione, tra cui l’appassionato Giovanni Castellana, guida turistica del posto. Nel mese di aprile i volontari si recheranno a scuola per formare i ragazzi dell’Istituto, che il mese di maggio poi andranno a fare al castello e al parco l’accoglienza ai turisti.

Il castello arabo-normanno sorge nel cuore del quartiere Brancaccio di Palermo. Un quartiere che si trova nella II circoscrizione e che comprende alcune località, come quella dei Ciaculli, nota per la coltivazione del mandarino tardivo. Brancaccio sorge alle pendici del monte Grifone. Quartiere che è diventato noto alle cronache per l’omicidio di don Pino Puglisi, il sacerdote che tanto si è battuto nella lotta contro la mafia e che è stato ucciso il 15 settembre 1993. Un luogo quasi fiabesco: è stato nel XII secolo che, per volere del re normanno Ruggero II, fu realizzato nel sito un lago artificiale, che si estendeva sino ai piedi del monte Grifone, con all’interno un’isola ricca di palme da dattero. Il parco comprendeva la dimora estiva del re: il castello. Ma torniamo all’attività dell’associazione.

L’associazione

La storia dell’associazione è cominciata molti anni fa, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta per riscattare il quartiere “mafioso”. L’associazione – tra mille difficoltà – ha operato tutti questi anni nel territorio sino a conquistarsi la “simpatia” di residenti e non. Un quartiere periferico del capoluogo siciliano, dove, per anni, l’illegalità l’ha fatta da padrone. Oggi qualcosa si muove, e tassello dopo tassello, l’associazione ha potuto vedere un po’ di luce offrendo come deterrente la cultura, riuscendo a guadagnarsi il favore della gente, scettica, del posto. Ne è dimostrazione anche il cambio di insegne ad alcune attività commerciali di Brancaccio che adesso mostrano fiere il nome “Maredolce” o “Castello”. Qui al castello e al parco, oltre le visite guidate per le scolaresche, i volontari organizzano mostre, incontri letterari, musica e molto altro. Il calendario per i prossimi eventi è già ricco: nuove piantumazioni per promuovere il verde, incontri con gli studenti, un giardino letterario, l’8 maggio sarà ospite Valerio Bonanno, che racconterà la storia di Maredolce: “Com’era, com’è e come sarà”. Il 23 giugno poi si terrà il concerto con l’associazione Musicamente e il conservatorio Scarlatti di musiche arabe rivisitate. E ancora: le presentazioni di libri.

Scolaresca in visita al castello

Non solo per gli alunni della città, ma le visite sono aperte anche ad altre scuole oltre lo stretto. Pochi giorni fa, infatti, l’associazione ha ospitato oltre 90 alunni: un gemellaggio tra l’istituto centro Levante di Sanremo e la scuola Sara Campanella. Una visita del castello e di parte del parco: attualmente infatti sono in corso i lavori per riportarlo allo splendore di un tempo. Lavori che, per permettere la visita, sono stati interrotti per qualche ora grazie all’intervento della Soprintendenza, e all’assessorato ai Beni Culturali, che ne ha garantito l’accesso ai ragazzi attraverso un addetto alla sicurezza. Attualmente infatti nel sito arabo-normanno sono in corso i lavori di restauro per recuperare gli spazi della corte e di tutto il parco circostante. Da qui le attività dell’associazione Maredolce: una sfida per combattere la povertà educativa e un riscatto di inclusione sociale con la speranza dell’ammissione del sito nel circuito Unesco Arabo-Normanno. l’altroparlante ha intervistato la vicepresidente dell’associazione Maredolce, Giusi Scafidi: «In questi anni non si è trattato solo del recupero architettonico del castello, ma si è parlato anche di un recupero sociale per il quartiere. Negli anni Settanta siamo stati investiti da quell’ondata di un morto al giorno. Gli abusivi nel castello hanno costruito le loro case costruendo pure soppalchi. Oggi possiamo finalmente convivere serenamente nel quartiere – continua la vicepresidente – che ha visto cadere via via l’etichetta mafiosa. Negli anni è stato difficile farci accettare come associazione. Spesso trovavamo anche le ruote delle auto bucate. Abbiamo ricevuto minacce. Hanno cercato di ostacolarci. Il castello, infatti, era stato occupato abusivamente dal boss latitante, Totuccio Contorno, oggi collaboratore di giustizia, che dentro il castello si era creato la sua residenza. Quando poi hanno tentato di ucciderlo, lui è riuscito a fuggire e si è pentito. E oggi è sotto tutela con un’altra identità». «Per noi del quartiere – conclude Giusi Scafidi – il castello rappresenta un simbolo di rinascita. Simbolo di legalità. Al punto che anche il questore d’allora, Cortese, ha “preteso” l’invito durante una mostra di pittura, contribuendo a segnare un nuovo capitolo per l’associazione e per il quartiere».

Serena Marotta

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