Non c’è pace per i vertici della sanità siciliana: Salvatore Iacolino, attuale Direttore Generale del Dipartimento Pianificazione Strategica dell’Assessorato alla Salute, si ritrova proiettato al centro di un ciclone giudiziario che scuote le fondamenta di Piazza Ottavio Ziino.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, getta un’ombra su quello che viene considerato il “cuore pulsante” delle decisioni amministrative della Regione Siciliana.
I capisaldi dell’accusa
Al centro dell’inchiesta, denominata in codice “Giano Bifronte”, emergerebbe un presunto sistema di scambi e favoritismi che avrebbe alterato il regolare svolgimento della cosa pubblica. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli ambienti giudiziari, i reati ipotizzati a vario titolo spaziano dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti.
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Nomine e Concorsi: Sotto la lente d’ingrandimento ci sarebbero procedure di selezione e nomine ai vertici di aziende sanitarie, che secondo gli inquirenti potrebbero essere state “pilotate” per favorire soggetti vicini a determinati circuiti politici.
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Appalti Sanitari: L’attenzione è rivolta anche alla gestione di ingenti flussi di denaro legati a forniture mediche e servizi, dove si ipotizza un mercimonio delle funzioni pubbliche.
Il profilo di Iacolino
Ex europarlamentare e dirigente di lungo corso, Iacolino è una figura di peso specifico enorme nell’attuale scacchiere del governo regionale. La sua posizione di Direttore Generale lo rende, di fatto, il braccio operativo delle politiche sanitarie nell’isola. Proprio per questo, il coinvolgimento del “super-manager” ha scatenato una reazione a catena nelle segreterie politiche, tra chi invoca prudenza e chi chiede immediate dimissioni.
Le reazioni e la difesa
Mentre la Guardia di Finanza prosegue nell’acquisizione di documenti e supporti informatici, la difesa di Iacolino mantiene una linea di fermo rigetto delle accuse. Fonti vicine al dirigente sottolineano la “totale trasparenza” del suo operato e la fiducia nel fatto che l’inchiesta possa chiarire rapidamente la sua estraneità ai fatti contestati.
“Siamo di fronte a un’indagine complessa – commentano fonti investigative -, che mira a scoperchiare un sistema di gestione del potere che prescinde dal merito per rispondere a logiche di appartenenza“
Uno Scenario in Evoluzione
L’inchiesta è solo alle battute iniziali, ma il rischio di un “terremoto” politico è concreto. Con le liste d’attesa che soffocano i cittadini e una sanità territoriale in affanno, l’ennesimo scandalo giudiziario rischia di minare definitivamente il rapporto di fiducia tra istituzioni e siciliani.