Anche nella settimana appena trascorsa, quella dal 23 febbraio all’1 marzo, il nostro giornale vi ha accompagnato allo scoperta di nuovi temi con i suoi approfondimenti che spaziano dalle analisi di alcune situazioni critiche non solo regionali, al ricordo di vittime della mafia e ad argomenti che riguardano la cultura e il luogo in cui viviamo.
Amante di Palermo, negli anni ’80 Roberto Parisi coltivò anche la passione per il calcio: nel 1982 fu nominato presidente dell’US Palermo Calcio. Il club, da lungo tempo in crisi sportiva, rifletteva parte del suo prestigio: Parisi divenne uno dei patron più discussi della società. La mattina del 23 febbraio 1985, verso le 9:00, Parisi si recava nei suoi uffici a Palermo a bordo di una Fiat 131 azzurra, guidata dal suo fidato autista Giuseppe Mangano, che aveva 38 anni. L’auto percorreva il viale Partanna Mondello, nel quartiere Tommaso Natale, quando fu improvvisamente affiancata da una Fiat Panda e una Fiat Ritmo. Poco più avanti, una Renault 4 attendeva ferma. All’improvviso dai finestrini delle vetture emersero pistole e una mitraglietta: un commando di almeno cinque uomini armati aprì il fuoco contro l’auto di Parisi.
Il settore delle costruzioni e demolizioni (C&D) rappresenta oggi la spina dorsale, seppur fragile, dell’economia circolare europea. Da un lato, le statistiche ufficiali mostrano un’Unione Europea capace di intercettare e trattare volumi mastodontici di scarti edili; dall’altro, un’analisi più profonda rivela un sistema che, lungi dall’essere circolare, somiglia pericolosamente a una linea retta interrotta da depositi temporanei e operazioni di riempimento di scarso valore industriale. Al centro di questa contraddizione si colloca l’Italia, e in particolare la Sicilia, un territorio dove le potenzialità della “miniera urbana” si scontrano con un deficit infrastrutturale cronico e una pressione criminale che trasforma la gestione dei rifiuti in un lucroso business illegale.
La Repubblica Italiana si trova oggi di fronte a un bivio fondamentale che riguarda non solo la sua politica industriale e di difesa, ma l’essenza stessa della sua architettura democratica e del controllo civile sulle armi. La Legge 9 luglio 1990, n. 185, per oltre trent’anni considerata un baluardo di civiltà e un modello internazionale di regolamentazione, è attualmente oggetto di un’offensiva legislativa senza precedenti che mira a smantellarne i meccanismi di controllo e a riportare l’intera materia sotto una coltre di segretezza politica. L’inchiesta che segue analizza le forze in campo, i dettagli tecnici della riforma e le implicazioni di lungo periodo di una scelta che potrebbe spostare definitivamente l’asse decisionale dal Parlamento al Governo, sacrificando la trasparenza sull’altare della competitività industriale.
Il principio R2P offre un quadro normativo per spingere Stati e comunità internazionale a intervenire quando diritti umani fondamentali, compresi quelli dei minori, sono gravemente violati in conflitti armati. Nel 2024, circa 473 milioni di bambini nel mondo sono stati colpiti direttamente da conflitti armati, pari a circa 1 bambino su 6 a livello globale. In termini più ampi, fino a 1,6 miliardi di bambini (oltre il 65% della popolazione infantile mondiale) vivevano in paesi interessati da conflitti o violenze nel 2024.
Pietro Patti era un imprenditore palermitano di 47 anni, titolare con i fratelli di una nota azienda per la lavorazione e distribuzione della frutta secca (mandorle, nocciole, pistacchi) con stabilimento nel quartiere Brancaccio. Aveva costruito una realtà produttiva connessa ai mercati nazionali e internazionali. Ingegnere di formazione, operava sul mercato internazionale ed era noto per il suo «comportamento esemplare». Il movente del suo omicidio risultava chiaro: la mafia voleva imporre il pagamento del pizzo di mezzo miliardo di lire. Patti, coerente con la sua carica etica e civile, rifiutò qualsiasi compromesso.
L’architettura finanziaria contemporanea, pur essendo il motore dello sviluppo globale, ha generato zone d’ombra in cui la distinzione tra economia legale e illegale si fa sempre più sfumata. Al centro di questa zona grigia opera una simbiosi perfetta: quella tra l’evasione fiscale e il riciclaggio di capitali. La Sicilia rappresenta un caso studio emblematico del rapporto tra economia legale e poteri criminali. Nel 2024, l’economia regionale ha mostrato segni di vitalità, con una crescita del PIL (+0,3%) e dell’occupazione (+2,2%) superiore alla media nazionale in alcuni settori. Tuttavia, questa crescita è avvenuta all’ombra di un’economia sommersa resiliente e di una pressione criminale che si sta spostando verso i settori della “green economy” e delle infrastrutture strategiche.
Basta valigie pronte e fughe di cervelli: dalla Sicilia parte l’Alleanza per restare, un patto concreto per invertire la rotta di un esodo che ha visto 200mila giovani lasciare l’isola negli ultimi dieci anni. La notizia arriva da Caltanissetta, dove la seconda Conferenza regionale sulle Politiche giovanili ha sancito l’annuncio della nascita, a breve, di un patto tra Anci Sicilia, enti, associazioni movimenti, fondazioni e mondo imprenditoriale per trasformare le intenzioni in azioni sistemiche.
Continua il suo percorso la rubrica l’altroSport, che si occupa dello sport siciliano a tutto tondo. Abbiamo, inoltre, continuato a occuparci di sport inclusivo, scoprendo e raccontandovi storie e realtà inaspettate. Storie di persone che fanno la differenza. Inoltre abbiamo seguito, per voi, inaugurazione di mostre ed eventi culturali.
Sono proseguite, inoltre, le nostre rubriche settimanali. Come lo scadenziario fiscale e tributario del mese di marzo e gli altri approfondimenti che riguardano le novità dal mondo fiscale e tributario. Anche questa settimana potete adottare il vostro amico a quattro zampe. Date un’occhiata alla nostra rubrica Adotta un cucciolo.
A proposito… cosa avete fatto nel weekend? Avete seguito i nostri consigli? Prosegue, inoltre, la rubrica dedicata alla poesia e narrativa, tutte le settimane con un nuovo autore. Un appuntamento settimanale che non sta deludendo i nostri lettori. Volete inviarci le vostre? Mandate una mail a info@laltroparlante.it. Continuate a leggerci perchè sulle nostre pagine potrete trovare storie, racconti di vita ed esperienze fuori dal comune.