Addio ad Antonino Zichichi: L’uomo che voleva svelare il “Libro della Natura”

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi ha legato indissolubilmente il suo nome al CERN di Ginevra, dove ha guidato esperimenti cruciali e ha ricoperto il ruolo di senior physicist

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Si è spento Antonino Zichichi, il fisico siciliano che ha trasformato la scienza in un racconto popolare, spesso divisivo ma indiscutibilmente titanico. Con lui scompare non solo uno dei protagonisti della fisica delle alte energie del Novecento, ma l’ultimo grande “divulgatore di massa” capace di portare i misteri del subatomico nelle case di milioni di italiani.

Dalla Sicilia al CERN: una vita tra i quark

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi ha legato indissolubilmente il suo nome al CERN di Ginevra, dove ha guidato esperimenti cruciali e ha ricoperto il ruolo di senior physicist. La sua carriera accademica e di ricerca è stata costellata di successi tecnici, tra cui:

  • La scoperta dell’antideutone: Il primo esempio di nucleo di antimateria, che confermò la simmetria tra materia e antimateria nell’universo.

  • La fondazione del Centro Ettore Majorana: Trasformò Erice in una “capitale mondiale della scienza”, un crocevia dove premi Nobel e giovani ricercatori si incontravano per discutere di pace e progresso.

  • I Laboratori del Gran Sasso: Fu tra i principali promotori della creazione del laboratorio sotterraneo più grande al mondo, un’eccellenza italiana incastonata sotto mille metri di roccia.

Lo scienziato “tele-visivo” e le polemiche

Se la comunità scientifica lo rispettava per le doti organizzative e le intuizioni nella fisica delle particelle, il grande pubblico lo conosceva per la sua instancabile attività di divulgatore. Con il suo stile inconfondibile e la capacità di coniare neologismi, Zichichi ha combattuto per decenni contro quella che definiva “l’egemonia della cultura umanistica”.

Non sono mancate le frizioni. Le sue posizioni critiche sulla teoria dell’evoluzione di Darwin e il suo scetticismo verso il cambiamento climatico antropogenico lo hanno spesso posto in rotta di collisione con molti colleghi. Eppure, Zichichi non si è mai sottratto al confronto, convinto che la Scienza (rigorosamente con la “S” maiuscola) fosse l’unico strumento per leggere il “Linguaggio del Creatore”.

Fede e ragione: Il “Supermondo”

Il suo concetto di “Supermondo” non era solo una frontiera della fisica teorica, ma una visione filosofica. Zichichi è stato uno dei più fieri sostenitori della compatibilità tra fede cristiana e rigore scientifico. Per lui, la bellezza delle leggi fisiche era la prova tangibile di un ordine superiore, un disegno che l’uomo aveva il dovere di decifrare.

“Siamo l’unica forma di materia vivente che ha il privilegio di capire le leggi che governano l’universo. Non siamo figli del caos.”

Con la sua scomparsa, l’Italia perde un polemista raffinato, un organizzatore instancabile e un uomo che, tra un’equazione e una diretta televisiva, non ha mai smesso di guardare le stelle cercando di capire perché il mondo è fatto così com’è.

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