Allerta maltempo e mari sempre più caldi, Pasini (Cnr): «Nel Mediterraneo ondate di calore africane sempre più frequenti»

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L’Italia si trova a fare i conti con un’ondata di maltempo estremo che sta colpendo con particolare intensità Sicilia, Calabria e Sardegna, confermando le previsioni diffuse già da una settimana. «Le acque del Mediterraneo diventano sempre più calde e questo fornisce più vapore acqueo all’atmosfera», spiega Antonello Pasini, fisico climatologo del Consiglio nazionale delle ricerche, spiegando come l’aumento delle temperature marine stia caricando l’aria di energia pronta a trasformarsi in fenomeni violenti. «Si tratta di una configurazione meteorologica molto peculiare: depressione afro-mediterranea».

Scuole chiuse e Protezione civile in massima allerta

Per fronteggiare questa emergenza, la Protezione Civile regionale ha attivato ufficialmente lo stato di preallerta in tutta la Sicilia, diramando avvisi specifici alle prefetture e a tutti gli enti territoriali coinvolti. Ai sindaci, nella loro qualità di autorità locali competenti, è stato chiesto di attuare immediatamente le misure di sicurezza previste dai Piani comunali. Per garantire la massima operatività, il dipartimento ha sospeso congedi e permessi per tutto il personale, mobilitando contemporaneamente le organizzazioni di volontariato affinché supportino i presidi territoriali nelle attività di assistenza alla popolazione. Il monitoraggio resterà costante, con bollettini che aggiorneranno regolarmente i livelli di allerta e le fasi operative nelle diverse zone dell’isola. L’ondata di maltempo prevista per le prossime ore sulla Sicilia orientale ha spinto numerosi primi cittadini a disporre, in via precauzionale, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Il provvedimento, finalizzato a garantire la sicurezza dei cittadini di fronte alle avverse condizioni meteorologiche annunciate, interessa una vasta area che comprende il capoluogo, Catania, e numerosi centri della provincia. Tra i comuni coinvolti dall’ordinanza figurano, tra gli altri, Acireale, Paternò, Caltagirone, Adrano, Biancavilla e Giarre, estendendosi a località come Belpasso, Aci Catena, Gravina di Catania, Pedara, Nicolosi, Zafferana Etnea, Motta Sant’Anastasia, Aci Sant’Antonio, Valverde, Aci Castello, Trecastagni, Mascalucia, Ragalna, Riposto, Santa Maria di Licodia, Aci Bonaccorsi, Viagrande, Palagonia, San Giovanni La Punta, Piedimonte Etneo, Scordia, Mascali, Calatabiano e Ramacca.

Schifani: «Regione attiva da subito contro i disagi»

In questo contesto, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto sottolineare la tempestività dell’intervento istituzionale. «La Regione si è mossa fin da subito – ha dichiarato – per fare in modo che, attraverso la collaborazione istituzionale tra tutte le parti coinvolte, vengano ridotti al minimo possibili danni e disagi». Il governatore ha assicurato che l’evoluzione della situazione meteorologica sarà seguita senza sosta, precisando che il capo della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, è in contatto permanente non solo con il dipartimento nazionale e le prefetture, ma anche con i singoli sindaci dei territori interessati per coordinare ogni necessità.

Pasini: «Il vapore acqueo è il “mattone” delle nubi»

A spiegare la genesi di queste perturbazioni è ancora Antonello Pasini, il quale chiarisce che il problema di fondo risiede nel nostro posizionamento geografico: «Siamo immersi in un Mediterraneo che riceve ondate di calore africane sempre più frequenti», sottolinea. Le molecole di vapore sono, nelle parole dell’esperto, i “mattoni” su cui si costruiscono le nubi; essendoci più materiale a disposizione, la pioggia che ne deriva è molto più abbondante. Pasini osserva che il calore accumulato rappresenta una forma di energia che l’atmosfera non riesce a trattenere a lungo: «Di conseguenza, scarica violentemente sui territori con piogge intense e venti forti». Nonostante i modelli meteorologici abbiano fatto enormi progressi, Pasini ammette che prevedere l’esatta quantità di pioggia in un punto specifico rimane complesso. Per questo motivo, conclude, è fondamentale affidarsi a tecnologie ad alta risoluzione, come immagini satellitari e radar meteorologici, capaci di seguire l’evoluzione rapidissima di questi fenomeni in tempo reale.

Mario Catalano

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